Il museo MAR di Ravenna apre una galleria permanente dedicata al fotografo di moda Paolo Roversi
All’ultimo piano del Museo d’Arte di Ravenna, lo spazio dedicato al fotografo ravennate che dagli Anni Settanta vive e lavora a Parigi, inaugurerà il prossimo 20 maggio. Un progetto che omaggia uno tra gli autori più influenti della fotografia contemporanea internazionale, esponendo ritratti, nature morte, studi sulla luce
“La luce per me è un sentimento, un feeling, un’impressione. La tecnica invece è qualcosa di più meccanico, serve a realizzare la foto, bisogna conoscerla bene, per saper come servirsene”. Paolo Roversi è tra gli autori più influenti e celebrati della fotografia contemporanea internazionale: decenni di studio della tecnica e sperimentazione hanno forgiato il suo linguaggio artistico nell’ambito della fotografia di moda, dove è riuscito a rimanere fedele a se stesso e al contempo sempre attuale. Stabilitosi a Parigi sin dal 1973 – nella capitale francese vive e lavora tuttora – Roversi non ha mai interrotto il suo legame con Ravenna, città che gli ha dato i natali nel 1947. E ora Ravenna gli rende omaggio, dedicando al suo lavoro uno spazio permanente all’interno del percorso espositivo del MAR, il Museo d’Arte cittadino.

La nuova Galleria Paolo Roversi al MAR di Ravenna
La Galleria Paolo Roversi, curata da Chiara Bardelli Nonino, inaugurerà ufficialmente il prossimo 20 maggio, grazie alla collaborazione tra il museo, il Comune di Ravenna e professionisti internazionali, come naturale evoluzione del percorso avviato con la mostra Paolo Roversi – Studio Luce, che il MAR dedicò all’artista tra il 2020 e il 2021. La nuova galleria ha l’obiettivo di raccontare l’universo poetico e visivo di Roversi, fatto di luce, atmosfere, memoria: il fotografo ricorda spesso l’impatto che hanno avuto, nel costruire la sua estetica, lo sfavillio dei mosaici di Sant’Apollinare, San Vitale e Galla Placidia, e l’atmosfera rarefatta di Ravenna avvolta dalla nebbia.
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Paolo Roversi e la fotografia di moda
Roversi era ancora molto giovane quando creò la prima camera oscura nella cantina di casa, a Ravenna: lì iniziò a sviluppare, a stampare, a mettere le mani nel rivelatore. Diversi anni più tardi, arrivando a Parigi, avrebbe stabilito il suo quartier generale nell’atelier di Rue Paul Fort, uno studio che ha visto maturare infinite collaborazioni, come quella pluridecennale con Dior.

L’allestimento e le foto della Galleria Paolo Roversi al MAR
All’ultimo piano del MAR, lo spazio dedicato al fotografo è stato allestito dalla scenografa Ania Martchenko con la progettazione illuminotecnica di Silvestrin & Associati, e propone un viaggio nella mente di Roversi. Attraversando il corridoio dove spiccano i ritratti di Kate Moss, Stella Tennant, Natalia Vodianova si arriva al vestibolo che dà accesso al centro del labirinto – lo Studio, al tempo stesso un teatro scarno, dove le immagini prendono forma, e un ambiente quasi rituale, che celebra la luce. Nella stanza dello Studio, quindi, si potrà apprezzare una quadreria fatta di ritratti, moda, nature morte, frammentiilluminati dalla luce della torcia di Roversi e ombre che inghiottono il resto. Da qui si accederà all’Archivio, con le pareti di cartone e il lungo tavolo che lo attraversa, e alla Stanza delle Muse, allestita con una serie di tessuti che rivelano i ritratti di Naomi Campbell, Golshifteh Farahani, Rihanna e sua figlia Stella.
La Galleria, realizzata anche grazie al Progetto europeo Value Plus (programma Interreg Italia–Croazia), ambisce così a diventare punto di riferimento per appassionati di fotografia, studiosi e visitatori da tutto il mondo, rafforzando il legame tra Ravenna e le arti visive contemporanee.
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