In Romagna l’abitare diventa pratica culturale. RiBo 104 a Mondaino è casa, galleria e spazio di produzione creativa

Il progetto di Daniela Rigotti e Ambrogio Borsani prende forma nel tempo, maturando attraverso viaggi, incontri e una lunga frequentazione del mondo artistico

La scelta di stabilirsi a Mondaino non è dettata da mode o strategie di decentramento culturale, ma da una combinazione di necessità e intuizione: un borgo storico accessibile, capace di offrire un dialogo autentico tra architettura, paesaggio e comunità. Si tratta di RiBo 104 dimora d’Arte, progetto inaugurato il 22 ottobre 2022 nell’entroterra romagnolo. Non una galleria, non un centro espositivo tradizionale, ma una casa abitata dall’arte e pensata come spazio di produzione, relazione e accoglienza.

La storia di RiBo 104 a Mondaino in Romagna

Il progetto prende forma nel tempo, maturando attraverso viaggi, incontri e una lunga frequentazione del mondo artistico. A immaginarlo sono Daniela Rigotti e Ambrogio Borsani, residenti a Rimini dal 2011 ma originari rispettivamente del Trentino e del Varesotto. Ed è proprio attraverso queste geografie che si è costruita, negli anni, una rete di relazioni con artisti, alimentata da una passione nata quasi per caso. Frequentazioni come quelle con la Galleria Armanti di Varese e con il suo storico gallerista Giannino Armanti, ma anche le esperienze maturate attraverso viaggi in Africa, Sud America e India, contribuiscono a definire uno sguardo aperto, non eurocentrico, sensibile ai temi sociali e alle stratificazioni culturali.

RiBo 104: l’edificio

L’edificio, in Via Roma 104, è uno stabile in disuso adiacente all’ex convento delle Clarisse, con una storia singolare. Qui abitava la cosiddetta “Maria delle suore”, figura di mediazione tra la clausura e il mondo esterno, richiamata dalle monache tramite una corda collegata a una campanella. Quando nel 1969 le suore lasciano il convento, l’edificio viene donato proprio a lei. Il recupero conservativo dell’edificio – risalente al Seicento, così come la grotta sottostante – è affidato all’architetto Stefano Zaghini. L’intervento non snatura lo spazio, ma ne valorizza la dimensione domestica e stratificata e così RiBo 104 si articola in sette sale espositive distribuite su più livelli, con cucina, servizi, giardino e ambienti pensati anche per l’ospitalità degli artisti coinvolti nei progetti.

Le mostre di RiBo 104

L’esposizione permanente ospita oltre settanta opere tra pittura e scultura di artisti lombardi e trentini, con sale intitolate a luoghi e memorie del contesto: dalla Sala Maria delle Suore alla Cella delle Clarisse. Tra i nomi presenti, Giovanni Beluffi, Giancarlo Pozzi, Sandro Sardella, Marco Klaus, Giuseppe Martinelli, Lorenzo Menguzzato (LOME), Gino Taraboi, insieme agli scultori Rajaee Piruz, Isacco Macalli, Nicola Cozzio e Marco Rei Cannito. Nel piano seminterrato, la grotta (inaugurata nel 2025 e databile tra il Trecento e il Seicento) ospita un allestimento etnografico in dialogo con opere di arte concettuale di Roberto Dal Maso, in un cortocircuito tra tempo lungo e contemporaneità.

Ma RiBo 104 non si esaurisce nella collezione permanente. Fin dall’inizio, la finalità dichiarata è quella di sviluppare progetti artistici a vocazione culturale e sociale, senza scopo di lucro. Tra i primi interventi, Armonie in Amore (2023), a cura di Lorenzo Luini con il contributo di Sandro Sardella, dedicato al tema della violenza sulle donne: un progetto itinerante che ha trovato a Mondaino una tappa significativa, capace di coinvolgere istituzioni e pubblico. A seguire, ESCAPE – Together di Giancarlo Lepore, inserito nel Simposio di Scultura di Mondaino, ha affrontato il tema delle migrazioni e delle relazioni tra popoli, in aperta antitesi alle logiche di guerra e chiusura. Nel 2025 RiBo 104 si apre ulteriormente al territorio con il convegno Natura, Arte e Storia a Mondaino, dedicato alla salvaguardia dell’entroterra romagnolo, accompagnato da una mostra di sculture lignee di Toni Venzo e da una successiva installazione all’Orto Botanico dell’Università di Urbino. Guardando al futuro, la dimora d’arte si prepara ad avviare nuovi percorsi progettuali, tra cui un intervento con l’artista Davide Conti.

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Redazione

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