Fondazioni di origine bancaria e territori: un binomio essenziale per lo sviluppo del Paese 

Riflettendo sull’evoluzione nell’operatività delle FOB negli ultimi vent’anni, emerge come il loro ruolo possa essere prezioso per lo sviluppo non solo culturale ma globale, in termini di capacità progettuali e imprenditoriali, in aree che stanno vivendo importanti transizioni economiche e sociali

Da sempre, le Fondazioni di Origine Bancaria (FOB) hanno giocato un ruolo estremamente importante nella diffusione della cultura all’interno dei territori. Per troppo tempo meri soggetti erogatori, anche in coerenza con il tessuto socio-culturale con cui si confrontavano, oggi le FOB percorrono azioni legate ad obiettivi statutari in un contesto, quello italiano della cultura, che presenta notevoli cambiamenti rispetto anche a due decenni fa. 

Il cambiamento di operatività delle FOB come specchio dei mutamenti nel sistema culturale 

Le FOB hanno risposto, nel tempo, a questi mutamenti di scenario, al punto che osservare in che modo sia cambiata la loro operatività può essere interessante per comprendere i cambiamenti di fondo nel sistema culturale. 

Un esempio concreto può aiutare: nel 2000 la maggior parte delle FOB erogava contributi secondo una logica “a sportello”. Il ruolo di questi soggetti era quello di animare le azioni filantropiche legate al territorio, sostenendone economicamente le spese, in parte o in toto, generalmente a fronte di una presenza istituzionale. 

Principalmente convegni e mostre, con la presenza del logo e dei ringraziamenti alla Fondazione su Atti e su Cataloghi. Un’azione che ben riepiloga la cultura di quegli anni: pochissimi visitatori nei musei (che non erano ancora diventati cool), poche società attive nel comparto dei Beni Culturali, tanto associazionismo, con poca visione, e ancor meno risorse e cultura in genere interpretata come “ancella”, per utilizzare un termine che era in voga in quegli anni. 

L’evoluzione delle attività delle FOB nel tempo 

Con il tempo l’attività delle FOB si è evoluta: sempre meno gli interventi spot, sempre più incentivi a bando su una specifica linea di sviluppo, sempre più integrazione tra le azioni della Fondazione e quelle degli enti territoriali. Guardando alla realtà attuale, il panorama dell’operatività delle Fondazioni di Origine Bancaria presenta notevoli differenze: sebbene le azioni erogative siano state completamente rinnovate verso il passato, non tutte hanno già aderito a nuovi modelli di intervento integrato. 

Oggi è infatti possibile notare una differenza sostanziale: le grandi FOB della cultura presentano interventi sempre più integrati, attenti alla sostenibilità a medio-lungo termine delle iniziative finanziate, volte a sviluppare una “domanda”, oltre all’offerta culturale. Accanto ad esse, Fondazioni più piccole mantengono invece un’operatività più ristretta, con un operato ancora in larga parte legato a iniziative che si inscrivono all’interno del perimetro territoriale di riferimento. 

Un differenziale che non può essere imputato alla sola organizzazione interna delle Fondazioni, ma che va probabilmente interpretato come un riflesso del contesto socio-culturale con il quale le singole Fondazioni si confrontano. 

L’importanza del territorio nelle scelte operative delle FOB  

Detto in altri termini: se la differenza operativa tra le FOB del 2026 e quelle degli inizi 2000 ci racconta un’evoluzione che è in parte organizzativa (interna) e in parte derivante dai mutamenti di contesto (territoriale), allora la differenza tra una FOB e l’altra, nel 2026, può raccontarci anche un differenziale tra i territori all’interno dei quali le rispettive Fondazioni Operano. 

In questa logica è chiaro che Cariplo abbia un’operatività estremamente differente dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, senza attribuire all’una o all’altra alcuna forma di valutazione, positiva o negativa che sia. Si tratta di due strutture che operano all’interno di due contesti molto diversi, e che quindi elaborano delle azioni che sono coerenti con il loro contesto, proprio perché la coerenza con il territorio garantisce il concreto perseguimento degli obiettivi statutari. 

Detto in estrema sintesi, si tratta di un caso molto peculiare di darwinismo organizzativo. Se però l’evoluzionismo ha dalla sua tempi molto ampi, l’adeguamento organizzativo non può contare sullo stesso privilegio: oggi in Italia sono tantissimi i processi di evoluzione in corso, e città come Napoli, Bari, Cagliari o Catania, stanno vivendo delle transizioni economiche, sociali e culturali in tempi estremamente rapidi. 

La sfida delle FOB: rispondere rapidamente ai cambiamenti territoriali 

La vera sfida è dunque fare in modo che le Fondazioni rispondano con altrettanta rapidità ai cambiamenti in corso. O meglio, che siano in grado di interpretare i cambiamenti in fase di evoluzione, per poterli in qualche modo supportare. 
La costruzione del sistema di erogazione, infatti, non ha solo lo scopo di sostenere attività socialmente desiderabili, ma anche di indirizzare le evoluzioni possibili, di sostenere dei trend e potenziarli, con lo scopo di imprimere all’interno del territorio un nuovo modo diffuso di intendere la cultura e le sue implicazioni. 

Ridurre le distanze territoriali, ecco il nuovo ruolo delle FOB 

E questo forse potrebbe essere il nuovo reale ruolo in ambito culturale delle Fondazioni di Origine Bancaria: ridurre le distanze territoriali, in termini di capacità progettuale, di imprenditoria sociale, di iniziative in ambito culturale, con progetti di medio-lungo termine, e sostenere così non solo la cultura, ma anche lo sviluppo dei territori in cui tali fondazioni operano. 
Ambizioso, ma sicuramente in linea con le possibilità, la capacità organizzativa e soprattutto con le esigenze di un Paese che guarda alla cultura sempre più come elemento integrato di sviluppo e sempre meno come un elemento semplicemente desiderabile. 

Stefano Monti 

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Stefano Monti

Stefano Monti

Stefano Monti, partner Monti&Taft, è attivo in Italia e all’estero nelle attività di management, advisoring, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di…

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