La mitica artista Leonor Fini di nuovo a Milano: deliziosa mostra a tema teatro

Dopo la grande mostra che Palazzo Reale le ha dedicato, la Galleria Tommaso Calabro espone al pubblico per la prima volta una rara collezione di bozzetti e dipinti di Leonor Fini legati alle sue collaborazioni con i teatri d’opera europei

A Milano si continua a trent’anni dalla morte con la riscoperta della grande artista surrealista Leonor Fini (Buenos Aires, 1907 – Parigi, 1996). Riconoscendo subito le limitazioni attorno a questa definizione – il Surrealismo non esaurisce il suo incredibile potenziale creativo – la nuova mostra, presentata dalla Galleria Tommaso Calabro, invita ad approfondire una delle sue tante sfaccettature più curiose: il teatro. E, andando più nello specifico, i bozzetti per scenografie e costumi.

Leonor Fini. In Scena, Galleria Tommaso Calabro, Milano
Leonor Fini. In Scena, Galleria Tommaso Calabro, Milano

Le collaborazioni “segrete” di Leonor Fini

Era ben nota la passione dell’artista per i travestimenti – si disegnava stravaganti maschere da indossare alle feste a cui prendeva parte –, ma, forse, meno lo erano le collaborazioni dirette per i grandi teatri d’opera europei. Dai palchi parigini alla Scala di Milano. L’esposizione odierna è dunque un’opportunità unica nel suo genere per esplorare ancora più a fondo la complessa e affascinante personalità di Leonor Fini, che continua a stupire per la sua riconoscibile inventiva anche in campi così “remoti” dalla pittura.

Leonor Fini e il teatro

Fin dalle prime opere in mostra si intuisce il legame speciale che doveva unire Leonor Fini al mondo dei palcoscenici e del dietro le quinte. Fin da piccola, infatti, si ritrovò – suo malgrado – travestita sotto bizzarri costumi. Colpa della madre, che per nasconderla a seguito della tormentata separazione dal marito le faceva indossare maschere e travestimenti. Così, la condusse con sé a Buenos Aires, cuore del Sud America, dove la giovane non poté che proseguire il suo interesse per il teatro e la stravaganza. Il legame con il mondo dello spettacolo proseguì anche negli anni successivi, sfociando in collaborazioni con importantissimi teatri, quali l’Opéra de Paris, la Royal House di Londra, e persino la Scala di Milano.

Leonor Fini da Tommaso Calabro a Milano

La mostra si apre con due dipinti a olio che restituiscono subito l’atmosfera da palcoscenico. Parrucche stravaganti, costumi d’altri tempi, una posa eloquente che comunica più di tante parole. È incredibile come lo stile unico dell’artista riesca a permeare anche opere così lontane dai suoi soggetti e capolavori più noti. Si continua alla scoperta di questa curiosa raccolta “alternativa” della produzione di Leonor Fini, proveniente da una collezione privata di New York che negli anni ha messo insieme pezzi acquistati per passione o ricevuti in dono. Un’opera tra le protagoniste è il separé, composto da quattro tavole, che oscilla tra il macabro e l’idilliaco. Da un lato quattro donne scheletro, di gusto autoritrattistico, dall’altro altrettante splendide fanciulle eteree dalle note surrealiste e klimtiane. Non troppo distanti dalla figura centrale delle Tre Età del maestro viennese. Lo stile unico dell’artista emerge, con i suoi profili dolci ed enigmatici, con le nuvole di colore cangiante che affascinano quanto spaventano.

Leonor Fini. In Scena, Galleria Tommaso Calabro, Milano
Leonor Fini. In Scena, Galleria Tommaso Calabro, Milano

I bozzetti di Leonor Fini in mostra da Tommaso Calabro

Gran parte della selezione espositiva è però dedicata al “dietro le quinte” del teatro. A bozzetti per costumi, per scenografie e maschere di spettacoli di opera e di prosa. Non tutti, poi, dalla carta sono passati al palcoscenico: ci sono progetti rimasti nella mente di Fini, che mai hanno avuto modo di vedere la luce.  Nondimeno, sono proprio questi a essere i più interessanti: scorrendo tra le pagine che immortalano figurini in abiti da sera o costumi carnevaleschi, se ne vedono alcuni particolarmente stravaganti. A ben guardarli, sono proprio maschere surrealiste, mostruosità fatte personaggio di chissà quale storia, mai portata davvero agli occhi del pubblico. La fantasia dell’artista non conosceva confini neppure quando applicata a discipline parallele alla pittura, evidenziando la sua versatilità che ha saputo contribuire anche a grandi produzioni teatrali europee, da Le Balcon a Les Damoiselles de la Nuit. Da Le Mal Court a Le Concile d’Amour.

Emma Sedini

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Emma Sedini

Emma Sedini

Etrusca e milanese d'origine in parti uguali, vive e lavora tra Milano e Perugia. Dopo la Laurea Magistrale in Economica and Management for Arts, Culture, Media and Communication all'università Luigi Bocconi di Milano e un corso professionale in Digital Marketing…

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