Torna Art Brussels 2026. Tutte le novità della fiera d’arte contemporanea di Bruxelles

La storica fiera belga dell’arte contemporanea torna per la sua 42ª edizione, scegliendo un formato più compatto e leggibile. Tra le novità, la nuova sezione Horizons e un’attenzione rinnovata all’esperienza del collezionista

Superata la soglia dei quarant’anni, Art Brussels inaugura la sua 42ª edizione con una scelta chiara e controcorrente: non crescere in dimensioni, ma affinare il proprio profilo curatoriale. Dal 23 al 26 aprile 2026, una delle fiere più longeve e riconoscibili del panorama europeo dell’arte contemporanea torna negli spazi Art Déco del Brussels Expo, simbolo dell’Esposizione Internazionale del 1935, con un’edizione più mirata, leggibile e rigorosamente selezionata.

La riorganizzazione di Art Brussels 2026

Per il quarto anno consecutivo la manifestazione si svolge nei padiglioni 5 e 6, ma con una riorganizzazione significativa: l’intera area fieristica principale sarà concentrata nel Padiglione 5, affacciato sull’Atomium, mentre il Padiglione 6 ospiterà la nuova sezione Horizons e un’ampia area dedicata alla ristorazione. Una scelta che riflette la volontà di ridurre l’affaticamento visivo, favorire il dialogo e riportare l’attenzione sull’essenziale: le opere, le gallerie, lo sguardo.
Il risultato è un’edizione più compatta ma non meno ambiziosa: 136 gallerie da 27 Paesi, segno di una fidelizzazione crescente e di una linea curatoriale riconoscibile.

Art Brussels 2025. Photo David Plas
Art Brussels 2025. Photo David Plas

Art Brussels 2026: una fiera internazionale con solide radici locali

Seconda fiera d’arte contemporanea più antica al mondo dopo Art Cologne, Art Brussels continua a occupare una posizione importante nel calendario primaverile internazionale. Bruxelles, grazie alla sua vitalità culturale e alla forte presenza di artisti, curatori e collezionisti, si conferma come uno degli epicentri europei dell’arte contemporanea, capace di coniugare respiro globale e identità locale. Un equilibrio che emerge anche dai numeri: il 29% delle gallerie partecipanti è belga, all’interno di una selezione che abbraccia l’Europa, il Nord e Sud America, l’Africa e l’Asia. “Non crediamo che si debba scegliere tra un ancoraggio locale e una prospettiva globale: entrambi sono essenziali per la nostra identità”, sottolinea Nele Verhaeren, Ad di Art Brussels e Art Antwerp, ribadendo il ruolo strategico di Bruxelles come crocevia internazionale facilmente accessibile.

Il debutto di “Horizons” nelle sezioni di Art Brussels 2026

Restano quattro le sezioni che scandiscono l’allestimento della fiera: Prime, Discovery, ’68 Forward e Solo, a cui si aggiunge nel 2026 la nuova sezione Horizons, vera novità dell’edizione 2026. Curata da Devrim Bayar, senior curator del Kanal–Centre Pompidou, la sezione si presenta come uno spazio di “respiro e riflessione”, costruito attorno a cinque opere monumentali installate nella Hall 6. Un progetto dal forte impatto scenografico e concettuale, che intende offrire una prospettiva strutturata sulle pratiche contemporanee più ambiziose. Tra gli artisti coinvolti figurano Elen Braga, Ymen Berhouma, Jacqueline de Jong, Pao Hui Kao e Aglaia Konrad.
Cuore storico della fiera resta la sezione Prime, con 81 gallerie, dedicata ad artisti mid-career e affermati, mentre Discovery riunisce 38 gallerie da 17 Paesi, con un’attenzione particolare agli artisti emergenti e alle nuove voci del panorama internazionale: la metà degli espositori è alla prima partecipazione. La sezione ’68 Forward, lanciata nel 2025, continua a esplorare il periodo compreso tra il 1968 e il 2000, creando un dialogo tra riscoperta storica e sensibilità contemporanea, mentre Solo propone 23 stand monografici, confermandosi come uno dei format più apprezzati dai collezionisti.

Art Brussels 2026: tra progetti speciali, premi e nuove iniziative

Accanto alle presentazioni delle gallerie, Art Brussels 2026 amplia il proprio programma con una serie di progetti artistici e iniziative collaterali. All’ingresso della fiera, l’artista belga Natasja Mabesoone, rappresentata dalla Galleria Sofie Van de Velde, realizzerà un’installazione site-specific pensata per introdurre il pubblico all’identità curatoriale di questa edizione.
Tra i progetti speciali spicca Non tutto è in vendita, una mostra che coinvolge quindici galleristi belgi chiamati a presentare un’opera a cui non rinuncerebbero mai, accompagnata da una pubblicazione curata da Bernard Marcelis. Torna anche la KickCancer Collection, con opere in formato cartolina vendute in forma anonima a sostegno della ricerca oncologica pediatrica.
Sul fronte dei riconoscimenti, saranno assegnati tre premi: il Discovery Acquisition Prize, che porterà un’opera nella collezione del Museo di Ixelles; il Solo Prize, con un premio di 15.000 euro all’artista vincitore; e il Forward ’68 Prize, dedicato alla sezione storica della fiera. Debuttano infine un Art Advisory Desk, pensato per accompagnare e rassicurare i nuovi collezionisti, e una VIP Preview con cocktail, che offrirà a professionisti e curatori un primo sguardo privilegiato sulla fiera.

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