La grafica dei Nabis è al centro di una grande mostra a Parigi
Alla Biblioteque Nationale de France l’esposizione “Impressions Nabies. Bonnard, Vuillard, Denis, Vallotton” rivela come, sul finire dell’Ottocento, un manipolo di artisti rivoluzionò l’arte grafica ponendo le basi per i movimenti artistici successivi
Gauguin suggeriva ai suoi allievi di trasfigurare l’immagine, pensandola composta dai colori più belli, e non da quelli della realtà fenomenica. Ma poi il Sintetismo sarà portato alle estreme conseguenze da Paul Sérusier, che dipinse il primo quadro dei Nabis − i profeti − Le Bois d’amour (1888), il “talismano” della confraternita. Opponendosi all’Impressionismo, all’accademia e trovando una perfetta soluzione nella grafica, i Nabis concepivano l’opera d’arte come una superficie piana, priva di intenti narrativi, in cui i colori e le forme, con funzione decorativa e simbolica, superavano il soggetto, come ben si evince in Impressions Nabies. Bonnard, Vuillard, Denis, Vallotton. Mostra a cura di Céline Chicha-Castex e Valérie Sueur-Hermel che, alle Gallerie Richelieu della Biblioteque Nationale de France di Parigi,si propone, con circa 200 opere, come un’occasione unica per ammirare l’arte grafica dei Nabis che in una decina d’anni, dal 1890 al 1900, la rivoluzionarono, gettando le basi per lo sviluppo del Movimento Simbolista, dell’Art Nouveau e delle Secessioni.

La mostra sull’arte grafica dei Nabis alla BnF di Parigi
L’esposizione, corredata da un esaustivo catalogo, offre una lettura straordinaria e completa di questo fenomeno, attraverso una rassegna di fogli sciolti, riviste e libri. Già nel 1891, Bonnard, Denis, Ranson, Sérusier e Vallotton pubblicarono le loro illustrazioni litografiche come ornamento al listino di vendita per una mostra di artisti simbolisti e impressionisti della galleria Le Barc de Boutteville che è qui interamente esposto in teca. Tra questi, personalità singolare, Vallotton iniziò subito a sperimentare le potenzialità del bianco e nero, interessandosi alla xilografia e realizzando composizioni contrastate, in cui vaste masse nere facevano da contraltare al bianco del foglio, come nella straordinaria La Paresse. Anche Denis sperimentò la xilografia su legno di filo: tre esempi di prove di stampa per Sagesse di Paul Verlaine, accompagnate dalle matrici, sono presentate in mostra. Denis e Bonnard, in stretta continuità con il loro lavoro pittorico, fecero ampio uso del colore, spesso impiegato á plat e incluso in un netto perimetro di grafismi che delimitavano le ampie aree colorate, così come suggeriva il cloisonnisme tecnica di cui per la prima volta parlò il critico Édouard Dujardin, in occasione del Salon des Indépendants di Parigi nel 1888.
Le cartelle di grafiche realizzate dai Nabis in mostra a Parigi
Nel 1896 l’editore Ambroise Vollard pubblicò una cartella, presente in mostra come tutte le successive di cui diremo, contenente incisioni non commissionate ad artigiani ma a peintre-gravures: notissime sono la copertina e l’affiche pubblicitaria di Bonnard. Tra questi, molti erano i Nabis. Nel 1893, spinto dal critico d’arte Roger Marx, André Mary pubblicò la rivista periodica L’Estampe originale. Dal 1895 presentò, con scadenza trimestrale, una serie di album che contenevano gli esperimenti degli artisti più interessanti e originali che in quegli anni lavoravano in Francia. Nel 1899 anche Vollard dedicò album monografici a Denis (Amour), Bonnard (Quelques aspects de la vie de Paris) e Vuillard (Paysages et intérieurs), contenenti 12 litografie a colori.
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Litografia e xilografia: pratiche rinate grazie all’interesse dei Nabis
Furono proprio i Nabis, con la loro visione originale dei soggetti rappresentati, che univa un primitivismo carico di suggestioni medievaliste, l’interesse per le attività più comuni e quello per il giapponismo, da cui traevano la ricerca anti-prospettica, a dare nuova linfa, in particolare, alla litografia e alla xilografia: le due tecniche da loro preferite. Denis fu il primo a interessarsi all’illustrazione del libro, con i disegni per Le Voyage d’Urien di André Gide e alla stampa d’arte che raggiungerà un apice mai più eguagliato, terminato a ridosso della Prima Guerra Mondiale, con la nascita dell’astrattismo e le ricerche, poco interessate al multiplo, delle nuove avanguardie. L’artista non si occupava più di seguire la narrazione nel testo, ma decorava le pagine e progettava un’architettura che potesse armonizzare le parti del libro. La rivista d’avanguardia La Revue Blanche, creata nel 1889 dai fratelli Natanson, includeva, a partire dal 1893, una tavola realizzata dai Nabis e pubblicava suite di stampe, quali la serie di xilografie di Vallotton Intimités, interamente esposta.
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Le illustrazioni dei Nabis alla Biblioteque Nationale de France
Con le incisioni xilografiche a colori di Pitcairn-Knowles fu illustrato il volume di uno dei maggiori scrittori simbolisti, Le tombeaux di Georges Rodenbach (1895). I Nabis, per essere accessibili, ruppero la gerarchia esistente tra le arti, progettando di incorpore opere su carta, in particolare stampe, nell’ambiente quotidiano. Crearono manifesti pubblicitari che abbellivano i muri della città e carte da parati per ornare le case. Denis e Ranson lavorarono a diversi progetti di carte decorate: i bozzetti, inediti, sono, anche questi, esposti nelle Gallerie Richelieu.
Edoardo Fontana
Impressions Nabies. Bonnard, Vuillard, Denis, Vallotton
Gallerie Richelieu della Biblioteque Nationale de France, Parigi
Fino all’8 marzo 2026
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