La mia carriera è iniziata con Art Diary strumento allora – una preistoria fa – indispensabile per individuare conoscere la comunità artistica per farsi un’idea del sistema dell’arte allora poco più di una famiglia. Nomi cognomi indirizzi numeri di telefono. Basterebbe questo a far capire quanto fosse lucido e pragmatico Giancarlo.
Giancarlo Politi, la provincia e l’impresa
Ma questo lato nascondeva in lui due elementi, il fiuto per l’arte e il suo lato poetico. In più era scappato dalla provincia e voleva sprovincializzare il mondo dell’arte italiano che si vantava di accademismo e non sapeva nulla dei fenomeni internazionali, bloccato sullo storicismo e sul paternalismo degli intellettuali salvo rare eccezioni. Poi c’era l’imprenditore. E non ultimo c’era Helena Kontova che portava luce intelligenza eleganza e sguardo ancor più internazionale. Una coppia d’assi. La miscela è stata formidabile. Guardate la foto e capite tutto. Il dietro le quinte. La dolcezza e il magnetismo. Scappato dalla provincia ha voluto conquistare il mondo e in fondo a suo modo c’è riuscito portando il mondo dell’arte dentro la sua rivista.
Sergio Risaliti a Flash Art
Sono rimasto due anni nella redazione di Milano trasferendomi nella città meneghina da Prato. Un salto di crescita professionale di cui sarò riconoscente. Poi il mio essere fuor de coro e anche non convinto di certe direzioni che l’arte internazionale stava prendendo. Un certo cinismo materialismo mercantilismo. Me ne sono tornato a casa a studiare e riflettere, ma con Giancarlo è rimasta la stima spero reciproca. Negli ultimi tempi ho letto anche con commozione i suoi Amarcord.
Gli Amarcord di Politi
Ho avuto l’impressione che il poeta avesse messo nell’angolo il provocatore. Ma senza Flash Art due tre generazioni di artisti, critici, curatori e forse ancora di più non si sarebbero potuti informare in diretta su quanto accadeva dentro e fuori dai confini. Uno strumento notevole prima di Internet e di Instagram che ha lasciato il testimone a una nuova generazione (Gea Politi e Cristiano Seganfreddo) e, per quanto vedo, la trasformazione è di notevole qualità e intelligenza adatta a un mondo totalmente cambiato. D’altronde anche le Mercedes e le Ferrari si rinnovano. Chissà che come spesso a viene a volte gli allievi non superino i maestri. Lui lo ha previsto e non ne faceva un dramma, anzi. Da dove guarda sarà molto felice e darà qualche consiglio ancora.
Sergio Risaliti
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