Altri 9 super direttori nei musei italiani. Partito il bando del Ministero: da Ostia Antica a Ercolano

Programma, indirizza, coordina tutte le attività e le mostre, fa da stazione appaltante, cura il progetto culturale, stabilisce gli orari e il costo del biglietto, gestisce la comunicazione, l’innovazione, la didattica, si cura di stringere relazioni col territorio, autorizza i prestiti e le attività di studio, amministra e controlla i beni. E molto, molto altro. […]

Castello di Miramare, Trieste
Castello di Miramare, Trieste


Programma, indirizza, coordina tutte le attività e le mostre, fa da stazione appaltante, cura il progetto culturale, stabilisce gli orari e il costo del biglietto, gestisce la comunicazione, l’innovazione, la didattica, si cura di stringere relazioni col territorio, autorizza i prestiti e le attività di studio, amministra e controlla i beni. E molto, molto altro. Questi sono alcuni tra i compiti che i nove super direttori di nove musei e parchi archeologici italiani dovranno assolvere a partire dal prossimo anno.

Le procedure di selezione sono partite in questi giorni e il bando è pubblicato da poche ore. Si tratta della seconda tornata dopo la prima, che ha interessato i principali 20 musei italiani e che (dopo la nomina avvenuta lo scorso agosto) evidentemente è stata ritenuta degna di una replica. In effetti qualche piccolo segnale positivo grazie agli ormai famosi 20 super direttori si è avuto, e allora si va avanti assegnando a professionisti italiani o stranieri (l’hanno fatta da padroni la volta scorsa) anche altre nove importantissime colonne dell’offerta culturale italiana. Ma quali saranno questi luoghi di cultura pronti a gestire questa cruciale rivoluzione? Quali saranno questi spazi pronti al rilancio grazie alla professionalità di un nuovo direttore scelto da una giuria di chiara fama e pronto – si spera – a cambiare tutto benché a fronte di uno stipendio tutt’altro che adeguato (78mila euro lordi l’anno, onestamente ridicoli)? Eccoli.

 

LA LISTA DEI MUSEI

Partiamo da Parma col Complesso Monumentale della Pilotta che comprende la Biblioteca, la Galleria Nazionale di Parma, il Museo Archeologico e anche il Teatro Farnese. L’unico grande polo culturale nel nord Italia nella lista è il Castello di Miramare, celeberrimo landmark triestino (nella foto sopra): il nuovo direttore si occuperà del museo ivi ricompreso e del parco. La nuova dicitura del Museo della Civiltà, a Roma, ricomprenderà il Museo Nazionale d’Arte Orientale di Via Merulana (ma in predicato per spostarsi), il Pigorini, il Museo delle arti e delle tradizioni popolari e il Museo dell’Alto Medioevo, un polo che richiederà molta creatività al nuovo direttore e molto nerbo con i dipendenti, famosi per timbrare il cartellino e per uscire di soppiatto per lavorare altrove. Sempre a Roma verrà affidata previo bando la direzione del Museo Nazionale Etrusco. A Napoli si cerca un direttore per il Parco archeologico dei Campi Flegrei, con dentro emergenze come i tre anfiteatri (Cuma, Liternum e Pozzuoli) e poi una serie di grotte, ipogei, stadi, tempi e teatri romani. Stesso dicasi per il Parco Archeologico di Ercolano. Ancora archeologia, ma si passa a Roma dove sia il Parco archeologico dell’Appia Antica sia quello di Ostia Antica beneficeranno di un direttore scelto in giro per il mondo: è una sfida straordinaria perché si tratta di realtà che oggi sono sfruttate zero rispetto alle loro potenzialità. Infine, ancora in provincia di Roma, Villa Adriana e Villa D’Este, a Tivoli, avranno un nuovo direttore entro i prossimi mesi.

 

LE CONDIZIONI

Il contratto per ogni direttore durerà 4 anni, un tempo corretto.  In base alla valutazione annuale che la Direzione Generale Museo del Ministero dei Beni Culturali farà, lo stipendio potrà salire di ulteriori 7500 euro: resterà in ogni caso largamente non concorrenziale con quello degli altri musei internazionali sebbene di inferiore importanza. Questo comporta ovviamente il rischio di avere, tra i candidati, non certo il massimo del massimo dei professionisti. Ma piuttosto dipendenti attuali del Ministero, persone disoccupate e dintorni. Vedremo. Il bando è a questo link e c’è tempo fino al 20 luglio per partecipare: requisito principale aver ricoperto posizioni dirigenziali, in questo specifico settore, per almeno un quinquennio. Si tratta di una riforma, e ci siamo dentro fino al collo. Giusta, sbagliata, condivisibile o meno, si tratta di una riforma. Tutti l’avevano chiacchierata, nessuno l’aveva fatta, il Ministro Franceschini e il Governo Renzi sì, oggettivamente.

(foto in alto: http://www.mondieviaggi.eu)

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune e del Gambero Rosso.
  • http://www.saatchiart.com/grazi Roberto Scala

    Io credo che in alcuni musei non servono i direttori ma ci vuole un personale cordiale, sorridente, disponibile, preparato, attivo da poter mettere al proprio agio ed attirare i visitatori non i soliti musei noiosi e sterili che parlano solo di morte e tragedie del passato.