Foster + Partners tra gli studi internazionali schierati come consiglieri per il restauro del Parlamento di Londra. Al vaglio 3 progetti di intervento. Il più caro da 5,7 miliardi di sterline

Quattro giganti dell’architettura britannica e internazionale sono stati selezionati dal governo londinese come “consiglieri” d’eccezione per il restauro a cui il Palazzo di Westminster sarà sottoposto intorno al 2020. Sono Allies & Morrison, studio con base a Londra e firma di ben 37 progetti da premio RIBA; il team interdisciplinare BDP; il colosso HOK con 25 uffici sparsi per il […]

Westminster Palace, Londra

Quattro giganti dell’architettura britannica e internazionale sono stati selezionati dal governo londinese come “consiglieri” d’eccezione per il restauro a cui il Palazzo di Westminster sarà sottoposto intorno al 2020. Sono Allies & Morrison, studio con base a Londra e firma di ben 37 progetti da premio RIBA; il team interdisciplinare BDP; il colosso HOK con 25 uffici sparsi per il globo e, infine, Foster + Partners: il meglio del meglio per rimettere a nuovo uno dei simboli universali di Londra.
Da tempo, il Parlamento del Regno Unito fa parte di una lista di edifici ad alto rischio deterioramento. Considerato che, ormai, interventi singoli e circoscritti non sono più sufficienti a garantirne la preservazione, lo scorso giugno un team di esperti ha presentato, su richiesta delle autorità, un Independent Options Appraisal (IOA), ovvero uno studio preliminare, in termini di costi, tempi, rischi e benefici, delle opzioni possibili per un restauro completo dell’edificio ottocentesco sulla riva settentrionale del Tamigi.
Il progetto più caro – da 5,7 miliardi di sterline – prevede un restauro a fasi, che consentirebbe alle due camere del Parlamento di convivere con i lavori; sarebbe necessario il trasferimento alternato in una struttura temporanea, da allestire nei dintorni di Westminster, solo per un tempo limitato a 2-4 anni massimo. La durata complessiva del restauro? Varierebbe da 25 a 40 anni. L’opzione più economica, invece, comporterebbe una spesa di 3 miliardi circa di sterline, tempi accorciati a 6 anni e il trasloco temporaneo dell’intero Parlamento. Per il momento le alternative sono ancora al vaglio: è possibile che entro la primavera 2016 venga presa una decisione. Intanto i quattro studi sono pronti a mettere a disposizione della causa tutto il loro sapere: “Siamo felici di essere stati selezionati”, commentano da Foster + Partners. “L’edificio è un’opera eccezionale di un patrimonio vivente, un simbolo per il Regno Unito e un’icona della democrazia nel mondo. L’opportunità di convertire questa magnifica architettura del XIX secolo in un edificio del XXI è una delle più eccitanti sfide architettoniche nel Paese oggi”.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.