Un giornalista infiltrato nella cellula jihadista responsabile degli attentati a Parigi? Incredibile, questa è la trama del film Made in France: che doveva uscire nelle sale il 18 novembre

Che il cinema sia sempre più aderente alla realtà, tanto da imitarla alla perfezione fino a ingenerare l’identificazione con la finzione, la confusione dei ruoli, è ormai una verità comprovata, sicuramente da studiare per i suoi risvolti culturali, educativi e sociologici. Ma che il cinema si scopra drammaticamente anticipatore della realtà, è qualcosa che non […]

Che il cinema sia sempre più aderente alla realtà, tanto da imitarla alla perfezione fino a ingenerare l’identificazione con la finzione, la confusione dei ruoli, è ormai una verità comprovata, sicuramente da studiare per i suoi risvolti culturali, educativi e sociologici. Ma che il cinema si scopra drammaticamente anticipatore della realtà, è qualcosa che non può non scioccare, specie quando la realtà in questione è quella drammatica degli attentati terroristici che hanno causato oltre 130 morti a Parigi.
La storia è quella di Made in France, pellicola diretta nel 23014 dal francese Nicolas Boukhrief e interpretata fra gli altri da Malik Zidi, Dimitri Storoge, François Civil. Presentata in anteprima al 20° Busan International Film Festival a ottobre 2015, narra vicende che svelano un’inquietante vicinanza con le cronache di questi giorni: protagonista è infatti Sam, un giornalista freelance, che decide di indagare il fenomeno del crescente scontento giovanile unendosi ad alcuni gruppi estremisti. E infiltrandosi in una cellula jihadista che progetta azioni per destabilizzare il centro di Parigi.
Ma la storia – a tratti scioccante – del film parte da prima: i distributori avevano infatti programmato di lanciarla nelle sale a gennaio di quest’anno, ma poi posticiparono tutto sulla scia emozionale dell’aggressione a Charlie Hebdo. Quindi la scelta di una nuova data, quella di mercoledì 18 novembre: di nuovo annullata, in seguito agli attentati di venerdì sera…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.