L’arte, il corpo, il suono e… il telescopio. Arriva a Firenze Sonic Somatic, un festival per “fare rete” tra le avanguardie musicali e il tessuto storico cittadino

In attesa dell’undicesima giornata del contemporaneo, Firenze si conferma terreno prediletto per la sperimentazione artistica interdisciplinare. È qui che nel 2011 è nato Trial Version, progetto urbano di riattivazione degli spazi architettonici in disuso. Ed è sempre qui che, tra il 2012 e il 2013, International Feel ha portato alcune tra le proposte più all’avanguardia […]

Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Sala del telescopio ® Giacomo Raffaelli per Sonic Somatic

In attesa dell’undicesima giornata del contemporaneo, Firenze si conferma terreno prediletto per la sperimentazione artistica interdisciplinare. È qui che nel 2011 è nato Trial Version, progetto urbano di riattivazione degli spazi architettonici in disuso. Ed è sempre qui che, tra il 2012 e il 2013, International Feel ha portato alcune tra le proposte più all’avanguardia del panorama musicale contemporaneo. L’impegno congiunto di queste due realtà (in collaborazione con Blauer Hase e Giulia Morucchio) ha dato così origine al progetto Sonic Somatic, al via tra l’8 e il 10 ottobre 2015. Realizzato nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2015, il festival sceglie di approcciare con originalità e rigore l’esperienza musicale, ponendo al centro la prospettiva specifica della corporalità. E tra gli elementi di interesse, vi è anche la costituzione di una peculiare rete collaborativa, che coinvolge luoghi e istituzioni come il Museo Marino Marini (già sede delle prime due edizioni di Live at the Museum, prodotte da International Feel), la Fondazione Palazzo Strozzi, l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri e il Cimitero degli Inglesi.

ERIK SATIE E IL “BRANO PIÙ LUNGO DELLA STORIA”
Si parte giovedì 8 ottobre nel cortile di Palazzo Strozzi, con un evento dal sapore epocale. Vexations: Erik Satie proporrà infatti per la prima volta il celebre “brano più lungo della storia” (già banco di prova psico-fisico per generazioni di musicisti) in una versione “al femminile”, con la performance di Alessandria Di Nardo. Il programma proseguirà venerdì 9 ottobre presso l’Osservatorio di Arcetri, con la prima edizione a Firenze di Helicotrema. Festival dell’audio registrato (a cura del collettivo Blauer Hase e in collaborazione con Giulia Morucchio), al fianco di un’installazione site-specific di Giacomo Raffaelli. Da un lato, un tentativo di recupero dei portati sociali dell’innovazione scientifico-tecnologica nell’esperienza sonora; dall’altro, un’indagine sul suono come strumento di esplorazione dell’universo.

UN PERCORSO SONORO AL CIMITERO DEGLI INGLESI
Per concludere, sabato 10 ottobre, due sessioni di ascolto “eccentriche”, sempre nell’ambito del festival Helicotrema. La mattina un percorso sonoro in cuffia all’interno del Cimitero degli Inglesi; la sera una seduta di ascolto collettivo al Museo Marino Marini (a cura di Rodolfo Sacchettini): opere sonore, audiodrammi, audioteatro, radiodocumentari e paesaggi sonori, il tutto in stretto dialogo con il progetto Alfred Jarry Archipelago. HA-HA (a cura di Leonardo Bigazzi nella cripta del Museo). E a chiudere il programma, sempre negli spazi del museo fiorentino, l’anteprima italiana della performance multimediale Expanding Illuminance di Thomas Köner, un complesso percorso dal sapore retrò/sci-fi, prodotto da Les Rencontres Internationales Paris in collaborazione con la Gaîté Lyrique (Parigi). Ingresso libero per la maggior parte degli eventi: la prenotazione è vivamente raccomandata!

Simone Rebora

www.sonicsomatic.org

 

 

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.