Benedetta Tagliabue? Paola Viganò? Stefano Boeri? Chi sarà il prossimo curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura di Venezia? Partono i primi rumors, che ne pensate?

Presentata nei giorni scorsi dal curatore Alejandro Aravena l’edizione 2016 della Biennale Architettura di Venezia, cosa ci manca? A noi italiani manca il curatore del padiglione nazionale: assenza già notevole in occasione dell’incontro con i paesi partecipanti alla rassegna, tenutosi come tradizione proprio a latere della presentazione generale. Ma l’Italia, si sa, è specializzata nel […]

Alejandro Aravena

Presentata nei giorni scorsi dal curatore Alejandro Aravena l’edizione 2016 della Biennale Architettura di Venezia, cosa ci manca? A noi italiani manca il curatore del padiglione nazionale: assenza già notevole in occasione dell’incontro con i paesi partecipanti alla rassegna, tenutosi come tradizione proprio a latere della presentazione generale. Ma l’Italia, si sa, è specializzata nel cercare di rendere più complicato possibile il compito al (malcapitato?) prescelto: che per la scorsa edizione fu indicato – nella persona di Cino Zucchi – il 28 novembre, con solo sei mesi per allestire una mostra di tale invariata importanza.
Fine novembre: non vorrete mica che oggi, inizi settembre, si abbia già notizia del prossimo curatore? E infatti al ministero si naviga in acque alte: ad Artribune risulta che la prossima settimana ci potrebbe essere un incontro sul tema fra il ministro Franceschini e il direttore generale Galloni. Ma ci risulta anche che ancora non ci sia chiarezza sulla modalità della scelta: chiamata diretta, come nel caso di Zucchi? Bando – più o meno tresparente – come nel caso di Vincenzo Trione per la Biennale Arte ancora in corso? Staremo a vedere, certo la soluzione non arriverà a breve.
Ma intanto c’è chi si lancia negli immancabili vaticini: uno di questi è Roberto Zancan, architetto – era fra i papabili proprio per il padiglione Italia alla Biennale 2014 – e anche critico per Domus, che sul sito Gli Stati Generali si è lanciato in una disamina prendendo spunto proprio dalla presentazione di Aravena. “La scelta del curatore emergerà comunque tra poco dal lotto selezionato dal MIBAC tra una decina affermati architetti e urbanisti, equamente divisi tra i sessi per assicurare le ‘quote rosa’”, scrive Zancan. Prima di snocciolare la sua personale lista di candidati: che comprende, tra gli altri, Benedetta Tagliabue, Paola Viganò, Carlo Ratti, i milanesi Stefano Boeri, Isabella Inti, Antonella Bruzzese, e poi “la squadra” di Mario Cucinella e “i ragazzi delle periferie” del senatore Renzo Piano, fino ai Fig di Fabrizio Gallanti e Francisca Insulza, oggi residenti in Canada. Attendiamo fiduciosi notizie ufficiali che confermino – o smentiscano – queste previsioni: intanto, che ne pensate?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • maurizio oddo

    Perché le candidature si fermano sempre a Roma o, al massimo, arrivano a Napoli? Ma perché nessuno si accorge che il paese Italia continua anche a Sud, all’estremo Sud che arriva a comprendere la Sicilia? Quale Regione migliore per mettere a punto e sperimentare i temi tanto cari al nuovo curatore?