Ancora immagini dal Festival Pop Up, che fa tappa (ferroviaria) a Jesi. Con un murales di Allegra Corbo nell’atrio della stazione

Dopo Fabriano, il treno del Festival Pop up! arriva a Jesi dove Allegra Corbo (Milano, 1968) dipinge l’atrio della stazione con il murales Occhio di angelo, un omaggio ad Angelo Angelucci, l’architetto che nel 1866 fu determinante nella decisione di far passare la ferrovia in città, favorendone così lo sviluppo industriale. Il festival qui fa […]

Dopo Fabriano, il treno del Festival Pop up! arriva a Jesi dove Allegra Corbo (Milano, 1968) dipinge l’atrio della stazione con il murales Occhio di angelo, un omaggio ad Angelo Angelucci, l’architetto che nel 1866 fu determinante nella decisione di far passare la ferrovia in città, favorendone così lo sviluppo industriale. Il festival qui fa sistema con il progetto A.A.A. Eroi in città Grand Tour Cultura Marche della Pinacoteca civica. E sono proprio gli elementi decorativi della chiesa di San Marco e dell’appartamento ottocentesco di Palazzo Pianetti (che ospita fino al 14 giugno anche una mostra dell’artista, IRIDE), entrambi interventi dell’architetto umbro celebrato dal progetto, che Allegra Corbo rielabora nella sua personale sintesi espressiva capace di trasformare ogni segno in simbolo.
L’occhio disegnato a tempere e collage sul soffitto dell’atrio della stazione è al centro un disco dorato che innalza la spiritualità del pendolare facendolo guardare in alto, proprio lui abituato a tenere basso lo sguardo, a stringersi in sé stesso nel freddo marmo di quel non-luogo che ha sostituito il vecchio edificio della stazione, abbattuto, cancellando così un simbolo di modernità e progresso per la città. L’artista restituisce in questo modo ai cittadini un luogo pubblico di cui andare orgogliosi. Particolarmente sensibile alla cultura del viaggio, a guardare gli elementi culturali dell’altro e a restituirli come frammenti del proprio mondo, Allegra Corbo attraverso lo sguardo mette in comunicazione due mondi: la città con le sue fabbriche e i suoi viali un tempo eleganti, e il luogo dell’altrove: storie di treni, di persone e di immaginazioni che portano lontano.

– Annalisa Filonzi

www.popupfestival.it

 

 

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Annalisa Filonzi
Dopo una laurea in Lettere classiche a Bologna, dal 2000 circa mi occupo di arte contemporanea: ho fatto l’assistente a un critico d’arte delle Marche, dove vivo, da cui ho imparato come non si deve curare una mostra e trattare gli artisti, tanti uffici stampa, cura di cataloghi ecc. ma posso anche vantarmi della cura di un’unica ma veramente importante mostra al Museo di Arte Moderna di Mosca nell’ottobre del 2008: VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica: quattro piani di videoinstallazioni che ancora mi sogno di notte! Attualmente per sopravvivere insegno (di ruolo) Lettere alle scuole superiori, ma non ho mai smesso di scrivere e seguire i miei interessi artistici che riguardano soprattutto i nuovi linguaggi dell’arte: video, fotografia, street art, contaminazioni varie. Recentemente ho scritto testi per alcune mostre a Roma (Teatro Palladium, nell’ambito di RomaEuropa Festival; Galleria Mara Coccia; Galleria AOCF58), collaboro con riviste online e cartacee, e propongo progetti con minime speranze di essere realizzati.