Ecco come sarà la nuova sede della BCE a Francoforte. Le due torri di Coop Himme(l)blau da cui Mario Draghi deciderà i destini del continente

Dopo dodici anni di lavori, dal 2003 al 2015, è stata inaugurata la nuova sede della BCE, a Francoforte, opera di Coop Himme(l)blau, società d’architettura austriaca fondata dall’istrionico Wolf D. Prix, viennese doc classe 1942. Un lotto enorme, da 120mila metri quadri nel cuore dell’Ostend District, presso la Grossmarkthalle, l’ex mercato cittadino riqualificato e reso […]

La nuova sede della BCE a Francoforte. Le due torri di Coop Himme(l)blau

Dopo dodici anni di lavori, dal 2003 al 2015, è stata inaugurata la nuova sede della BCE, a Francoforte, opera di Coop Himme(l)blau, società d’architettura austriaca fondata dall’istrionico Wolf D. Prix, viennese doc classe 1942. Un lotto enorme, da 120mila metri quadri nel cuore dell’Ostend District, presso la Grossmarkthalle, l’ex mercato cittadino riqualificato e reso parte integrante della struttura. Due torri dalla forma poligonale, rispettivamente di 185 e 165 metri di altezza, che danzano abbracciate, guardando il fiume Meno. Salite alla cronaca nei giorni scorsi non tanto per la loro inaugurazione quanto per gli scontri politici avvenuti nella piazza antistante il nuovo edificio, le torri riscrivono lo skyline urbano, modificando il profilo che di esso si conosceva. Concepite come due distinte unità ma collegate tra loro da un’unica pelle vetrata, accolgono parte degli uffici direzionali e di rappresentanza della Banca Centrale Europea.
L’atrio tra le torri è trasformato in una “città verticale”: attraverso 14 enormi travi d’acciaio diagonali sono formate piattaforme, piazze in quota, percorsi e rampe che dividono lo spazio orizzontalmente in tre sezioni di dimensioni diverse, con altezze che vanno da 45 a 60 metri. Spigolose, muscolari, quasi arcigne. Pensate però a misura d’uomo, per slittare secondo una precisa angolatura che le orienti in direzione est-ovest lasciando libera la visuale panoramica più bella, che guarda l’acqua. Inoltre, nel nuovo spazio pubblico, la società svizzera Vogt Landscape Architects ha piantato oltre 700 alberi di 25 specie diverse, reinterpretando la tradizionale impostazione paesaggistica del giardino all’inglese. “Pensiamo alla nostra architettura come parte del 21mo secolo, come arte che riflette e dà una immagine speculare della varietà e della vivacità, della tensione e della complessità delle nostre città”. Nella fotogallery, alcune immagini del nuovo edificio…

Giulia Mura

 

 

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.