Madrid Updates: dopofiera al Parque del Retiro. Ecco immagini e video di Janet Cardiff e George Bures Miller by Centro Reina Sofia

La tecnologia ha sempre svolto un ruolo fondamentale nel lavoro di Janet Cardiff (Bruxelles, Ontario, 1957) e George Bures Miller (Vegreville, Alberta, 1960): dalle “passeggiate audio” – della sola Cardiff prima, poi di entrambi – condotte negli anni 1980 e 1990, alle sofisticate installazioni multimediali di questi ultimi anni. Eppure, nei lavori della coppia lo […]

La tecnologia ha sempre svolto un ruolo fondamentale nel lavoro di Janet Cardiff (Bruxelles, Ontario, 1957) e George Bures Miller (Vegreville, Alberta, 1960): dalle “passeggiate audio” – della sola Cardiff prima, poi di entrambi – condotte negli anni 1980 e 1990, alle sofisticate installazioni multimediali di questi ultimi anni. Eppure, nei lavori della coppia lo strumento tecnologico è sempre formulato come espediente narrativo: un mezzo, non un fine. Cardiff e Bures Miller creano installazioni multi-sensoriali che esplorano e svelano come funziona la nostra percezione della realtà; punto focale e generativo è quindi l’esperienza reale, in presa diretta, che coinvolge lo spettatore nella narrazione estetica di un evento, guidata soprattutto attraverso un utilizzo sperimentale, semplice ma straniante, di suono e voci combinati con elementi scenici e visivi. Sono in grado di generare situazioni suggestive dove reale e virtuale si intrecciano e disorientano, incoraggiando la partecipazione attiva e diretta dello spettatore.

Per The Marionette Maket – installazione progettata appositamente con il Centro Reina Sofia per il Palacio de Cristal nel Parque del Retiro – Cardiff e Miller giocano con l’innato voyeurismo comune, sottolineata dalla trasparenza dello spazio espositivo, e spingono lo spettatore ad avvicinarsi e scrutare dentro un old fashioned caravan, isolato e sistemato al centro della palazzina, circondato da grandi altoparlanti. All’interno della roulotte si svela un mondo: una Sleeping Beauty di silicone – riferimento alla protagonista del poema Briar Rose (Sleeping Beauty) dell’autrice americana Anne Sexton – insieme a una serie di marionette angoscianti e incompiute, si agitano nei piccoli palcoscenici ricavati dalle aperture del caravan. Le scene, piene di riferimenti e connotazioni metaforiche, si animano al ritmo degli ingranaggi predisposti – ben visibili – e degli elementi sonori che avvolgono, in una atmosfera onirica, l’intero spazio: anche e soprattutto quello reale del Palacio, dove gli spettatori si agitano, a loro volta, come marionette guidate da un mastro burattinaio. I colori freschi e brillanti di un pomeriggio pre primaverile come tocco finale… l’incantesimo è compiuto. Vi lasciamo alla galleria fotografica.

Federica Patti

Fino al 16 Marzo 2015
Centro de arte Reina Sofia
Palacio de Cristal, Parque del Retiro – Madrid
www.museoreinasofia.es

 

 

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Federica Patti
Federica Patti (Bologna, 1983) è curatrice che vive e lavora a Bologna. La sua ricerca si concentra sulle arti multimediali, su progetti interattivi e partecipativi e sulla scoperta di giovani artisti emergenti. È uno dei membri fondatori di roBOt, festival internazionale dedicato alle arti digitali e alla musica elettronica. Dal 2010 gestisce a Bologna SPAZIOBARNUM, uno spazio non profit dedicato alla presentazione e allo sviluppo di tutti questi argomenti di ricerca. Nel 2012 è entrata a far parte de LaRete Art Projects; ha lavorato come project manager per "Aelia Media" di Pablo Helguera. Ha partecipato alla realizzazione della mostra video “The Eye of the Collector”. Insieme a Julia Draganović ha curato “Funding for Isola”, quarta tappa della serie "Click o Clash? Strategie di collaborazione".