Franceschini, cinque milioni dal Mibact per cultura e turismo. Arrivano il Museo della Resistenza di Milano e il Museo di Cinecittà a Roma

Due musei, nel nome del ricordo e della conservazione. Due templi della memoria, che andranno ad arricchire il paesaggio culturale italiano, celebrando due capitoli diversi ed importanti della storia nazionale. Vedranno la luce, a brevissimo, il Museo della Resistenza di Milano e il Museo del Cinema e dell’Audiovisivo di Roma: il primo presso la Casa […]

Cinecitta

Due musei, nel nome del ricordo e della conservazione. Due templi della memoria, che andranno ad arricchire il paesaggio culturale italiano, celebrando due capitoli diversi ed importanti della storia nazionale. Vedranno la luce, a brevissimo, il Museo della Resistenza di Milano e il Museo del Cinema e dell’Audiovisivo di Roma: il primo presso la Casa della Memoria, nel quartiere Isola, l’altro – che sarà gestito dall’Istituto Luce Cinecittà – all’interno del Laboratorio di Sviluppo e Stampa degli studios capitolini, in via Tuscolana. Un altro tassello, nel percorso di riqualificazione di una strategica zona milnese, e un chiaro investimento di rilancio per gli studios, sempre meno attivi (purtroppo) sul versante delle produzioni cinematografiche, ma assolutamente da valorizzare sul piano archivistico e museografico.
I fondi? Li mette il Ministero dei Beni Culturali, che con uno stringato annuncio ha dato comunicazione ufficiale, dopo l’ok della Conferenza unificata. Cinque milioni tondi, da distribuire fra i due interventi. La misura è quella del piano “Grandi progetti beni culturali”, inserita nella legge del Ministro Franceschini “per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”. Una misura che guarda alla crescita della capacità attrattiva del Paese, individuando “beni o siti di eccezionale interesse culturale e di rilevanza nazionale per i quali sia necessario e urgente realizzare interventi organici di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale, anche a fini turistici”. Oltre i 5 milioni stanziati per il 2014, ne sono previsti 30 per il 2015 e 50 per il 2016.

È importante che per il settantesimo anniversario della Liberazione”, ha commentato Franceschini “possa aprire a Milano un museo dedicato alle donne e agli uomini che si ribellarono al regime fascista e all’occupazione nazista, scegliendo di lottare per un’Italia libera e democratica, e che a Roma venga realizzato il MIAC, un museo del cinema italiano capace di raccontare, grazie ai ricchi materiali dell’archivio del Luce e delle Teche Rai, la straordinaria avventura della nostra cinematografia e di conservarne la memoria”.
Tempi strettissimi, dunque. Dal momento che i settant’anni della Liberazione cadono il prossimo 25 aprile e che si guarda a Expo come  occasione di lancio per entrambi gli opening.In sostanza, tre mesi di tempo per inaugurare due nuovi musei e spendere il budget stanziato. Progetti e piano economico? Ancora sconosciuti. Tutto da chiarire nelle prossime settimane, con la certezza di una buona cifra sul tavolo. È lecito un filo di scetticismo, dinanzi alla consueta vaghezza italica, ma un dato effettivo c’è ed è tutto positivo. Si torna a scommettere sulla cultura, pensando al grande turismo di massa e alle specificità nazionali da tutelare, raccontare, valorizzare. Una scommessa economica, oltre che di principio.

– Helga Marsala
 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.