Il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano fra i grattacieli più belli del mondo. Ecco le immaginidi tutti i finalisti dell’International Highrise Award, ci sono anche Koolhaas, Nouvel, Holl. Voi chi votate?

“È una nuova idea di grattacielo, in cui alberi e umani convivono. È il primo esempio al mondo di una torre che arricchisce di biodiversità vegetale e faunistica la città che lo accoglie. Sono felice per Milano, per Expo, e ringrazio chi ha promosso e sostenuto il nostro progetto, a partire da Hines Italia e […]

Bosco Verticale, di Stefano Boeri

È una nuova idea di grattacielo, in cui alberi e umani convivono. È il primo esempio al mondo di una torre che arricchisce di biodiversità vegetale e faunistica la città che lo accoglie. Sono felice per Milano, per Expo, e ringrazio chi ha promosso e sostenuto il nostro progetto, a partire da Hines Italia e dalle associazioni del quartiere Isola”. Così l’architetto Stefano Boeri commenta la notizia secondo la quale quest’anno a contendersi l’ambìto premio di 50mila euro dell’International Highrise Award – concorso biennale attivo dal 2004 e promosso dalla città di Francoforte in collaborazione con la Dekabank e il Dam, Deutesches Arkitekturmuseum – ci sarà ancheil Bosco Verticale, nuovo grattacielo nel quartiere Porta Nuova, a Milano. Il concorso, che premia l’edificio alto più bello e innovativo del mondo, assegnerà il riconoscimento al vincitore di questa edizione il prossimo 19 novembre a Francoforte.
Tra i finalisti, alcuni tra i principali protagonisti dell’architettura contemporanea internazionale: Rem Koolhaas con OMA per il “De Rotterdam”, colosso mixed-use completato nel 2013 in Olanda, Jean Nouvel finalista con ben due realizzazioni, una a Sidney, “One Central Park”, e una in Spagna, a Hospitalet de Llobregat, “Renaissance Barcelona Fiera Hotel”, e Steven Holl per il complesso cinese “Sliced Porosity Block” di Chengdu. I criteri con cui la giuria – composta da esperti, critici, ingegneri e architetti tedeschi – seleziona i fabbricati sono molteplici, sia di carattere prettamente qualitativo, che tecnico – prestazionale. Al concorso, infatti, possono accedere solo edifici con altezza non inferiore ai 100 metri, che non abbiano già partecipato alla competiton prima, che siano completati entro il 1° gennaio dell’anno precedente e assegnati al cliente entro il 1° giugno dello stesso anno. Devono inoltre avere alti standard per quanto riguarda la sostenibilità ambientale e costruttiva, la forma esterna e la qualità spaziale interna.
Dalle motivazioni offerte dalla giuria in seguito alle selezioni, emerge l’importanza giocata dal Bosco Verticale per il suo importante contributo alla densificazione del verde urbano: le due torri accolgono infatti 480 alberi di grande e media altezza, 250 alberi di piccole dimensioni, 11mila fra perenni e tappezzanti, 5mila arbusti, per oltre 100 specie diverse.

– Giulia Mura

 

 

CONDIVIDI
Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.