Eduardo De Filippo, Pier Paolo Pasolini, e poi progetti speciali per il semestre europeo e per l’Expo 2015. Ecco tutta la ricca stagione del Teatro di Roma

I programmi della stagione 2014-2015 del Teatro di Roma indicano che la fondazione, con due sale (e forse tre se all’Argentina ed all’India si aggiungerà il Valle), potrebbe diventare, con cinquanta anni di ritardo, ciò che un gruppo di intellettuali aveva sognato in riunioni degli Anni Settanta. Si tenevano spesso in un piccolo teatro a […]

Il Teatro Argentina

I programmi della stagione 2014-2015 del Teatro di Roma indicano che la fondazione, con due sale (e forse tre se all’Argentina ed all’India si aggiungerà il Valle), potrebbe diventare, con cinquanta anni di ritardo, ciò che un gruppo di intellettuali aveva sognato in riunioni degli Anni Settanta. Si tenevano spesso in un piccolo teatro a Via dei Soldati, un vicolo che costeggiava Palazzo Altemps e giungeva sino all’Hostaria dell’Orso. Allora si immaginava un Teatro di Roma che sarebbe stato, al tempo stesso, “lo stabile di tutti i maggiori teatri stabili” della Penisola (con produzioni, quindi, anche legate alla tradizione), un centro di innovazione ed uno strumento per avvicinare, anche con abbonamenti o serate a prezzi ridotti, alle arti sceniche chi ne era rimasto escluso per motivo sociali o di censo. Alla conferenza tenuta lo scorso 8 luglio al Teatro Argentina, il Presidente Marino Sinibaldi e il direttore Antonio Calbi hanno annunciato una stagione ricchissima: 78 spettacoli,72 registi, 16 progetti speciali, 453 recite (tra Argentina e India). Inoltre, un vero coup de théȃtre: il famoso tedesco Peter Stein sarà, per quattro anni, “residente” del Teatro di Roma e guiderà un percorso per la costituzione di una compagnia fissa (nella fase iniziale lavorerà con otto ‘attori opera’) come è prassi nei teatri della Repubblica Federale e del resto dell’Europa centrale.
L’India sarà il centro dell’innovazione ed il laboratorio degli ‘operai attori’.A tempo pieno, in prova al mattino e in recita la sera, l’ensemble non lavorerà in esclusiva con Stein, ma al servizio del teatro e di altri registi, con la possibilità di cimentarsi in piccole regie e di curare attività formative e performative nelle scuole e nelle università. Il percorso quadriennale che si compone di tre filoni. Il ciclo dedicato all’Orestea con la messinscena della trilogia, Agamennone (in programmazione per l’estate 2015), Le Coefore, Le Eumenidi, con maratona finale nel 2018. Il ciclo shakespeariano composto da Riccardo II, Enrico IV (I parte) e Enrico IV (II parte). Il Novecento e contemporanei con I giganti della montagna di Luigi Pirandello, e successivamente Ivanov di Anton Cechov e Berenice di Jean Racine. L’avventura del maestro Stein e della Compagnia comincia con Der Park di Botho Strauss dal Sogno di Mezza Estate di Shakespeare in prima nazionale all’Argentina il 4 maggio.
Un altro filone riguarda artisti e compagnie romane, impegnati a raccontare il tempo presente, la sua crisi e le sue contraddizioni. Tanti e diversi sono i gruppi romani che il Teatro di Roma sostiene e affianca nelle produzioni che andranno in scena all’India: da Lucia Calamaro con Diario del tempo 1: l’epopea quotidiana (dal 7 ottobre), alla coppia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini con Trilogia dell’Invisibile (dal 4 novembre), e ancora Fabrizio Pallara con (21 novembre), un progetto intorno al Lear di Edward Bond (dal 4 dicembre), e la Compagnia Biancofango con Romeo e Giulietta (dal 16 dicembre). Seguono Patrizia Zappa Mulas con il suo testo Chiudi gli occhi (dal 12 gennaio) Fabrizio Arcuri con Sweet Home Europa, e Veronica Cruciani che dirige preAmleto (il giorno del signore) di Michele Santeramo (dall’11 maggio).

Eduardo De Filippo
Eduardo De Filippo

Fra i progetti, Roma per Edoardo: a restituirci la tradizione in termini di modernità e attualità è il percorso attorno alla figura di Eduardo De Filippo, affidata a un importante regista che marca stretto i linguaggi del teatro contemporaneo. Antonio Latella incontra per la prima volta il teatro di Eduardo e ritorna alle sue radici napoletane, dirigendo Natale in casa Cupiello (in prima nazionale il 3 dicembre all’Argentina). Mentre la ripresa del pluripremiato Le voci di dentro, diretto e interpretato da Toni e Peppe Servillo, rinnova lo sguardo eduardiano sulla nostra società che si consuma ogni giorno tra ipocrisia e corruzione morale (dal 20 gennaio all’Argentina). Completano l’omaggio un ciclo di incontri.
Roma per Pasolini è l’omaggio del Teatro di Roma alla fervida attualità della sua poetica e del suo spirito profetico. Fabrizio Gifuni legge Ragazzi di vita, in occasione dell’uscita dell’audiolibro Emons (2 novembre). Roberto Herlitzka è protagonista assoluto del testo di Gianni Borgna Una giovinezza enormemente giovane per la regia di Antonio Calenda (dal 5 novembre all’Argentina). Mentre Giorgio Barberio Corsetti presenta lo spettacolo-evento sportivo Pier Paolo!
Roma Europea
è il progetto che accompagna il semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea, con omaggi di arte e di pensieri per ripercorrere la storia, le radici, i valori dell’identità europea, ma anche la ricchezza culturale che l’Italia continua ad offrire. Dopo l’esito emozionante del Prologo d’amore e d’arte per l’Italia europea, realizzato lo scorso 30 giugno alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano e del Sindaco Ignazio Marino, il semestre europeo passa anche dal Teatro di Roma, a cominciare dagli spettacoli in coproduzione con Romaeuropa: Tandy della spagnola Angélica Liddell (10 ed 11 ottobre) e Coup fatal del belga Alain Platel (14 e 15 ottobre). Si continua con le iniziative della rassegna Short Theatre di cui il Teatro di Roma ospiterà nei propri spazi il progetto Fabulamundi; l’atelier internazionale itinerante di perfezionamento teatrale Ecole des Maîtres 2014, quest’anno diretta dai ricci/forte; e la Suite n°1 di L’Encyclopédie de la parole di Joris Lacoste (FR). Inoltre, il palcoscenico dell’Argentina si trasformerà nella casa di 28 artisti, di tutte le arti e discipline creative, in rappresentanza delle 28 nazioni dell’Unione, ed inviterà la città italiana eletta Capitale Europea della Cultura 2019 a presentarsi al pubblico. Ancora respiro europeo con il cinema d’autore che approda sul palcoscenico capitolino con l’ultima conturbante opera di Peter Greenaway, rifiutata da distributori e sale cinematografiche, Goltzius and the Pelican Company (2012), dedicato al pittore e incisore Henrick Goltzius. Ed infine un ciclo di quattro incontri dal titolo La verità vi prego sul denaro; quattro storie sul denaro e sulla finanza etica.

Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini

Skakespeare alla Nuova Italia vede all’Argentina Silvio Orlando protagonista de Il Mercante di Venezia, diretto da Valerio Binasco (dal 21 ottobre) e l’Hamlet, diretto da Andrea Baracco, una produzione del Teatro di Roma con Romaeuropa (in prima nazionale il 26 settembre); mentre all’India si alterneranno il progetto de lacasadargilla intorno al Lear di Edward Bond, il preAmleto di Veronica Cruciani, e l’Hamlet Travestie di Punta Corsara. Punto alto della ricerca contemporanea in scena, torna all’Argentina Romeo Castellucci con Go down, Moses, coproduzione del Teatro di Roma e della Socìetas Raffaello Sanzio (in prima nazionale all’Argentina il 9 gennaio). Mario Martone muove dalla novella di Mérimée e attinge alla musica dell’opera originale di Bizet, con la riscrittura firmata da Enzo Moscato, la voce più lirica del teatro italiano di oggi, per portare in scena Carmen, con Iaia Forte e l’Orchestra di Piazza Vittorio, una coproduzione Teatro di Roma e Teatro Stabile di Torino (in scena dal 18 marzo all’Argentina).
Una perlustrazione nella drammaturgia contemporanea è il progetto Scritture del Presdente a cura di Piero Maccarinelli: L’onda di Maometto di Alberto La Volpe, Il drago di carta di Sergio Pierattini e Disperata felicità di Melania Mazzucco e Luigi Guarnieri. Mentre, in occasione di Expo 2015, sarà presentata L’esposizione universale scritta da Luigi Squarzina nel 1945 e ambientata all’Eur, che coinvolgerà i diplomandi dell’Accademia Silvio D’Amico e del Centro di Cinematografia, affiancati sulla scena da attori professionisti.
Tra le ospitalità al Teatro Argentina ricordiamo gli spettacoli in co-realizzazione con Romaeuropa, Sun di Hofesh Shechter (30 settembre e 1 ottobre), Dolce vita di Virgilio Sieni (4 e 5 ottobre), King Arthur dei Motus (18 e 19 ottobre). Ed ancora Slava’s Snowshow! (dal 18 febbraio); Filippo Timi con il suo Don Giovanni (dal 3 marzo); Giancarlo Cauteruccio con Eneide di Krypton – un nuovo canto (dal 21 marzo), e l’omaggio a Franca Valeri protagonista del suo Il cambio dei cavalli (dal 3 giugno).
Mentre il cartellone di India si arricchisce di altri impegni produttivi: César Brie con Viva l’Italia. Le morti di Fausto e Iaio di Roberto Scarpetti (il 23 ottobre), e Paranza, il miracolo per la regia di Clara Gebbia ed Enrico Roccaforte (10 marzo).

– Giuseppe Pennisi

CONDIVIDI
Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.