4 miliardi di euro di costo, 1,8 milioni di mq: ecco le immagini del futuro Belgrade Waterfront. Ma intanto scoppiano le polemiche per la gestione degli investimenti

Con un’estensione lorda totale di 1,8 milioni di mq, e 4 miliardidi euro stanziati, il progetto Belgrade Waterfront cambierà totalmente l’assetto della città balcanica. I lavori dovrebbero iniziare a febbraio e saranno divisi in quattro fasi, la prima si concluderà nel 2016 e l’ultima nel 2018. Alla presentazione del Master Plan del 27 Giugno il […]

Con un’estensione lorda totale di 1,8 milioni di mq, e 4 miliardidi euro stanziati, il progetto Belgrade Waterfront cambierà totalmente l’assetto della città balcanica. I lavori dovrebbero iniziare a febbraio e saranno divisi in quattro fasi, la prima si concluderà nel 2016 e l’ultima nel 2018. Alla presentazione del Master Plan del 27 Giugno il premier Aleksandar Vučić ha promesso che Belgrado diventerà grazie a questo progetto la città più importante del Sud-est Europeo.
Partner e finanziatore l’imprenditore degli Emirati Arabi, Mohamed Al Abbar, con l’azienda leader Eagle Hills, con sede a Dubai. L’area destinata si estende da Savamala, antico centro storico e attuale Distretto creativo ed arriva seguendo il fiume Sava fino agli attuali padiglioni fieristici. Quartier generale del progetto il Geozavod, proprio nel cuore di Savamala. Uno dei più eleganti ed imponenti palazzi di Belgrado, costruito nel 1905, sede prima della Borsa e poi dell’Istituto geologico, abbandonato per circa trent’anni è stato velocemente ristrutturato per ospitare una galleria aperta quotidianamente al pubblico con l’esposizione permanente dei rendering e del master plan. All’interno delle ampie stanze in stile liberty saranno allestiti gli studi di progettazione achitettonica gestiti dall’impresa di costruzione.
Una curiosità: non si conoscono i nomi delle figure professionali conivolte, anche alla conferenza stampa non era presente alcun architetto. Svariate le promesse di coinvolgimento della manodopera e delle imprese locali, ma all’attivo nessun nome. Ecco i numeri: gli oltre 1,8 milioni di metri quadrati saranno suddivisi fra un 60% in zona residenziale, 17% in area commerciale, 15% in aree culturali e di intrattenimento. La Torre unica in quest’area geografica sarà alta oltre 200 metri, e non poteva mancare un centro commerciale con una superficie di 140mila mq, chiaramente il più grande di tutta la Regione. Otto alberghi, ventiquattro gruppi commerciali per uffici e 6mila unità abitative. Le aree verdi suddivise in un parco di 37,6 ettari e una Promenade sul fiume Sava lunga 1,8 km.
Molti i dubbi e le domande da parte sia degli economisti sia degli architetti serbi: entrambi denunciano una gestione poco chiara del patrimonio. Non ci sono state gare d’appalto e non si capisce chi realmente gestirà tutto il patrimonio stanziato, ed è soprattutto la fattibilità del progetto messa in discussione, in quanto il paese ha enormi difficoltà a sanare il suo debito pubblico. Il Premier ha assicurato che il territorio non è stato venduto, ma dato in affitto per un periodo determinato, e che l’investimento della Municipalità non sarà superiore ai 200 milioni di euro.
Con una disoccupazione al 20% e il salario medio a soli 380 € al mese, il progetto sembra inutilmente sontuoso, e molti sostengono che il governo dovrebbe sostenere il restauro dei musei esistenti ed ancora chiusi, come il Museo di Arte Contemporanea, il Museo Nazionale, strade ed ospedali. Comunque andranno le cose, è chiaro che ancora una volta Belgrado sarà protagonista della scena culturale contemporanea dei balcani occidentali…

– Zara Audiello

 

 

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Zara Audiello
Laurea in Scienze Umanistiche presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 2003 e Master in Educazione Interculturale, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi Roma Tre, nel 2005. Rispettivamente nel 2007 e nel 2009 frequenta il Corso per Curatori di mostre d'arte e di eventi e un Corso di Art Management presso il Centro d'arte contemporanea A+A, Venezia. Nel 2009 è cofondatrice dell'Associazione 22:37, nata dall’incontro di giovani curatori/trici, artisti/e e operatori/trici culturali che hanno in comune l’interesse per la produzione artistica e la pratica curatoriale in diversi contesti europei. Dal 2010 si trasferisce a Belgrado dove fonda Beo_Project, luogo di connessione tra il mondo artistico internazionale e la Regione dei Balcani. Coproprietaria e direttrice artistica del multiconcept bar ZAVOD. Indaga il conflitto nelle sue rispettive forme, come un concetto che può aiutare a spiegare molti aspetti della vita sociale, come il dissenso sociale, i conflitti di interessi, e di lotte tra individui, gruppi o organizzazioni.