Si arricchisce la line-up di Sónar 2014, il festival di musica elettronica e new media art più importante al mondo. A prendere la via di Barcellona anche la classica contemporanea di Nils Frahm e il pop di MØ

Chi fa musica d’avanguardia, chi si diverte a mescolare generi tra loro differenti e giocare con le nuove tecnologie, prima o poi passa di qui. Lo hanno fatto nel corso degli ultimi vent’anni band come Kraftwerk e Devo, Goldfrapp e Justice; artisti che spaziano da Fennesz a Björk, da Alva Noto a Moby. Si va […]

Nils Frahm

Chi fa musica d’avanguardia, chi si diverte a mescolare generi tra loro differenti e giocare con le nuove tecnologie, prima o poi passa di qui. Lo hanno fatto nel corso degli ultimi vent’anni band come Kraftwerk e Devo, Goldfrapp e Justice; artisti che spaziano da Fennesz a Björk, da Alva Noto a Moby. Si va chiudendo la line-up dell’edizione 2014 del Sónar, festival di culture sperimentali in scena dal 12 al 14 giugno in quel di Barcellona: con la conferma della doppia anima della rassegna, che si divide come di consueto nella sua dimensione diurna (poliedrica e multidisciplinare) e quella notturna, squisitamente musicale. Proprio dalla line-up destinata ad animare le serate negli spazi esterni della Fiera della città catalana, si arricchisce in queste ore di nuovi protagonisti, che vanno ad aggiungersi ad un parterre de rois che annovera tra gli altri Röyksopp e Massive Attacks, Four Tet e Jon Hopkins, Bonobo e ; ma anche Neneh Cherry e Chic.
Adesione dell’ultim’ora per l’eclettica , next big thing della premiata scuola nordica del pop d’autore, che dopo aver coverizzato con inaudita eleganza l’ormai epica Say You’ll Be There delle Spice Girls si presenta con la sua prima prova in studio; con lei si uniscono alla festa i rinnovati Simian Mobile Disco e l’inedita coppia indietronica formata da James Holden e Daphni, nuovo mooniker dietro cui si cela Caribou. Attesi da un dj set a quattro mani che promette emozioni forti. Al pari di quelle garantite dal tedesco Nils Frahm, autore di una straniante e affascinante sintesi tra elettronica e classica contemporanea, passando da sonorità più sognanti (stile Mùm o Yann Tiersen) a incalzanti architetture costruite sull’uso massiccio di sintetizzatori.
Curiosità per la programmazione che la Red Bull Academy propone per il SonarDôme, uno dei quattro palchi attorno ai quali si articola il festival. Taglio smaccatamente sperimentale per quella che appare a tutti gli effetti come una rassegna nella rassegna, contraddistinta dal filo rosso di un meticciato culturale che spazia tra folktronica e dintorni. È il caso dello psichedelico mix tra dub e musica tradizionale latinoamericana dei peruviani Dengue Dengue Dengue, ma anche della partnership tra il dj francese Débruit e la vocalist africana Alsarah.

– Francesco Sala

www.sonar.es

CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.