Serata swing alla Affordable Art Fair. Il Superstudio Più piomba negli anni Trenta per il party della fiera e del FAI: ecco le immagini della serata

L’ambiente è pervaso dalla musica del quartetto I Figli di Pulcinella, che propone pezzi swing anni Trenta in linea con le intenzioni dell’organizzazione: rievocare le atmosfere di quel periodo storico in omaggio a Villa Necchi Campiglio, Casa Museo tutelata dal FAI (un voto a favore perché la festa al prossimo giro si tenga lì). Festa? […]

L’ambiente è pervaso dalla musica del quartetto I Figli di Pulcinella, che propone pezzi swing anni Trenta in linea con le intenzioni dell’organizzazione: rievocare le atmosfere di quel periodo storico in omaggio a Villa Necchi Campiglio, Casa Museo tutelata dal FAI (un voto a favore perché la festa al prossimo giro si tenga lì). Festa? Sì, perché l’ambiente di cui parliamo è quello di Superstudio Più, sede ormai consolidata di Affordable Art Fair a Milano: è lì che il popolo dell’arte si è ritrovato ieri sera per A Swing Night, serata speciale ad ispirazione anni ’30 organizzata dalla fiera appunto in collaborazione con il FAI.
E gironzolando fra gli stand, capita di imbattersi in calze di nylon a pois e copricapi obliqui, perfetti nei giorni del Carnevale ambrosiano. Birra in mano (Warsteiner fornisce il beveraggio), una visita dalle parti del Blooom Award by Warsteiner, concorso per giovani artisti di tutto il mondo che all’interno della fiera si affianca all’iniziativa Young Talents nella volontà di promuovere l’arte emergente (abbiamo occasione di incontrare quale young talent selezionata Elisa Gambino, fotografa, che porta qui il progetto Legs, e proviamo a fotografare a nostra volta le gambe delle sue opere).
Nei pressi del ristorante si trovano le installazioni di Green Interactive Art, tra cui l’esperimento “Orienta: è qui e ora, che decido di fermarmi”, installazione video dei Quiet Ensemble che mostra i percorsi luminosi e imprevedibili di venticinque lumache. Mentre gli adulti pensano a rilassarsi, c’è qualche giovinetto che approfitta dello Spazio Bimbi per darsi da fare da sé. Molte le gallerie straniere di quest’anno, che di frequente presentano stand più godibili delle italiane: tra queste, la Simyo di Seoul (A4). Il resto, lo raccontano le immagini della fotogallery…

– Lucia Grassiccia

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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.