Bruna Esposito si racconta, per i Martedì Critici, tra fragilità e forza. Al Chiostro del Bramante di Roma

Uno sguardo lirico, una sensibilità tutta femminile, che unisce la dimensione della grazia e della fluidità a quella della forza, in quanto energia originaria connessa all’esperienza della visione. Bruna Esposito, nata a Roma nel 1960, con alle spalle lunghe esperienze di lavoro tra New York e Berlino, ha trovato nella rappresentazione di un tempo sospeso e […]

Bruna Esposito, Precipitazioni sparse, 2005 - dettaglio

Uno sguardo lirico, una sensibilità tutta femminile, che unisce la dimensione della grazia e della fluidità a quella della forza, in quanto energia originaria connessa all’esperienza della visione. Bruna Esposito, nata a Roma nel 1960, con alle spalle lunghe esperienze di lavoro tra New York e Berlino, ha trovato nella rappresentazione di un tempo sospeso e fragile, nell’idea di mutevolezza e di delicatezza, nella risonanza empatica tra lo sguardo e le cose, il senso di una potenza invisibile, sommessa. Mai spettacolare.
Gesti, rituali, materiali che arrivano dalla natura o dal quotidiano, si trasformano tra le sue mani in frammenti di discorsi amorosi:  immagini tanto precarie quanto esatte, che nello spazio diventano folgorazioni poetiche, lasciando scivolare via residui di narrazione, di cronaca, di biografiamo.
Da quell’importante lavoro, “Aquarell”, presentato alla Biennale di Venezia nel 1999 – una seduta di specchi sospesa sull’acqua – fino a quelle bucce di cipolla adagiate sul marmo e al filo a piombo rivisitato con una piccola perla, esposti ancora in Biennale nel 2005, il lavoro di Bruna Esposito ha affrontato il tema della cura, dell’impermanenza, della trasmutazione, del rapporto tra lo scorrere del tempo, l’incisività della presenza e la sostanza mutevole degli oggetti. In un reciproco dissolversi ed unirsi della scorza e della sostanza.
L’artista, che in vent’anni di carriera ha esposto per importanti Istituzioni internazionali – da Documenta di Kassel alla Biennale di Istanbul, da Palazzo Grassi al Castello di Rivoli – vincendo anche prestigiosi premi, come l’Italian Studio Program P.S.1 a New York, è la nuova ospite dei Martedì Critici, al Chiostro del Bramante di Roma. Insieme ai due curatori, Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti, racconterà al pubblico il senso della sua ricerca, ripercorrendo le tappe principali di una intelligente carriera.

– Helga Marsala

 I Martedì Critici
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti
con la collaborazione di Sara De Chiara e Eleonora Aliano
Martedì 29 ottobre 2013, ore 20
Chiostro del Bramante – Vicolo della Volpe 3, Roma
www.imartedicritici.com
www.chiostrodelbramante.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.