Venezia Updates: Nessuno resiste alla curiosità di sedersi sul Nilometro, la panchina oscillante del Padiglione irlandese. Neppure Odile Decq, pizzicata nel nostro video

È come un gioco per bambini, solo che qui a parteciparvi sono quasi esclusivamente gli adulti. Consiste in una serie di travi oscillanti simili alle altalene a movimento basculante. E poiché l’assemblaggio di queste particolari altalene poggia su un meccanismo di interconnessioni meccaniche, chi si siede in un determinato punto di una delle travi, con […]

Venezia, 13. Biennale d'Architettura, Padiglione Irlanda – il Nilometro

È come un gioco per bambini, solo che qui a parteciparvi sono quasi esclusivamente gli adulti. Consiste in una serie di travi oscillanti simili alle altalene a movimento basculante. E poiché l’assemblaggio di queste particolari altalene poggia su un meccanismo di interconnessioni meccaniche, chi si siede in un determinato punto di una delle travi, con il proprio peso rompe un equilibrio, creando un’instabilità da cui poi deriverà un nuovo bilanciamento. E così di seguito. Semplicemente, con il proprio corpo si diventa partecipi di un sistema interattivo e interdipendente. E metteteci pure che la continuità dei partecipanti al “gioco” è tale che la condizione più frequente è un su e giù continuo.

Al Padiglione irlandese di questa 13. Biennale di Architettura – commissario, Elisabeth Francis; curatore, John McLaughlin – l’hanno chiamata Nilometro questa panchina oscillante, poiché ricorda le instabilità delle acque del Nilo che creavano periodiche inondazioni. E, quanto all’elemento “acqua”, Venezia è il luogo perfetto per tematizzarne l’instabilità, la dinamicità.
Il senso generale dell’installazione? Simboleggiare le strategie operanti nel mondo globalizzato, in cui tutto, quindi anche l’oggetto architettonico, finisce per ritrovarsi in un campo allargato di continue oscillazioni tra cause ed effetti. E “Shifting Ground” – che sta per “terreno mobile” – è proprio il titolo che contraddistingue il Padiglione Irlanda alle Corderie dell’Arsenale.

– Franco Veremondi

www.labiennale.org

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.