Saloni Updates: tra materiali intelligenti, oggetti preziosi, animali velenosi e stoviglie in divenire, fotoreport from distretto Ventura Lambrate

Dopo la magniloquenza della Fiera di Rho, l’alta-visibilità di via Tortona, l’eleganza percettiva del Brera District, la teatralità degli showroom di Porta Venezia, e le mostre-gioiello del centro città (Museo Poldi Pezzoli, Palazzo Bagatti Valsecchi, Palazzo Clerici e Castello Sforzesco), un volo d’uccello sul FuoriSalone marcato Ventura Lambrate. Anche quest’anno, per la seconda edizione, via […]

Dopo la magniloquenza della Fiera di Rho, l’alta-visibilità di via Tortona, l’eleganza percettiva del Brera District, la teatralità degli showroom di Porta Venezia, e le mostre-gioiello del centro città (Museo Poldi Pezzoli, Palazzo Bagatti Valsecchi, Palazzo Clerici e Castello Sforzesco), un volo d’uccello sul FuoriSalone marcato Ventura Lambrate. Anche quest’anno, per la seconda edizione, via Ventura, via Massimiano e via Oslavia hanno ospitato gli oggetti che verranno, il tanto agognato design del futuro. Grazie alla compresenza organizzativa di due studi di design di Utrecht (Organisation in Design e Ventura Projects) e alla partecipazione di 90 espositori da tutto il mondo, il distretto Ventura Lambrate ha creato una piattaforma di spazi e percorsi. Il tessuto creativo ha fatto si che luoghi dimessi e industriali della periferia corrispondessero ai giovani designer internazionali la libera contropartita del fare e del progettare, al di là di ogni possibile congiuntura.
Le gallerie, le officine, le stamperie e gli hangar industriali dell’est milanese hanno mostrato supporti e messaggi di ogni tipo. Da Ida Pisani, chez Prometeogallery, l’allestimento di SOS (Supercycle our souls) ha ridato vita a oggetti da tempo dimenticati; da Enrico Fornello, la Design Gallery Milano ha ideato Sai com’è, accenno concettuale di arredamento sospeso a invisibili fili di nylon; PlusDesign, invece, ha affidato a differenti tipi di fili la formalità della linea, attraverso una collettiva di designer impegnati a dipanare oggetti; mentre In residence design ha allestito Another terra, veri kit per sopravvissuti abituati ad un alto tasso di eleganza; Atelier Belge, presenta, fra i diversi percorsi espositivi, gli oggetti più curiosi di tutta via Massimiano, realizzando un tavolo con l’assito di una vecchia palestra disallestita. Molto seducente, ma poco progettuale, quest’anno, la Carrozzeria della via privata ha brillato solo grazie ad arredi morbidissimi e raffinati, ma poco d’ispirazione.
Da ricordare, poi, le sorprese dei due hangar di Ventura Lambrate, spazi enormi protagonisti del design che sta per arrivare. Alla fine di via Massimiano e all’inizio di via Oslavia, infatti, scuole di design orientali e produttori di biomateriali scandinavi hanno dato vita a due fiere in cui ogni oggetto ha divertito, allarmato, inquietato, fatto pensare e, soprattutto, fatto imaginare. Su tutto, la fotopanoramica by Artribune

– Ginevra Bria

www.venturaprojects.com
www.organisationindesign.com

 

  • Ivan

    Complimenti, ottimo servizio fotografico.
    Non potreste però mettere anche le didascalie su chi sia l’autore ed eventualmente il nome derll’opera, anzichè indicare solo “Venutura 1, 2, 3..”
    Cosa che noto anche in altri vostri reportage.
    Agevolerebbe molto chi come me non ha potuto esserci e volesse approfondire andando a ricercare l’oggetto/designer.

    Grazie,
    Ivan