Raffaele Curi tra poesia e astronomia, per gli esperimenti teatrali di Alda Fendi. E in scena c’è pure Fausto Bertinotti, novello attore

È un fenomeno astronomico rarissimo, di quelli che si ripetono a distanza di qualche centinaia di anni e che è molto difficile prevedere. Regolati da un anomalo schema matematico, i “Transiti di Venere” procedono a intervalli più o meno regolari. Lo spettacolo accade quando il pianeta Venere si interpone fra la Terra e il Sole: […]

Abdul Jeelani in una scena di Transiti di Venere

È un fenomeno astronomico rarissimo, di quelli che si ripetono a distanza di qualche centinaia di anni e che è molto difficile prevedere. Regolati da un anomalo schema matematico, i “Transiti di Venere” procedono a intervalli più o meno regolari. Lo spettacolo accade quando il pianeta Venere si interpone fra la Terra e il Sole: un osservatore lo percepirà come un disco nero che oscura il disco solare e lo attraversa. È questo lo spunto scientifico alla base dell’ultimo spettacolo di Raffaele Curi prodotto dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti di Roma, impegnatissima nei lavori per l’avvio del grande cantiere di Jean Nouvel, in zona Foro Boario, ma puntuale nell’organizzazione della consueta stagione teatrale, affidata alla direzione artistica di Curi.
Negli spazi dell’antico Mercato del pesce degli Ebrei, tra il 16 e il 22 aprile, il pubblico romano assisterà a questo nuovo appuntamento con la sperimentazione scenica. L’evocazione del fenomeno celeste si fa, per il regista, metafora del sogno e della lotta (spesso vana) verso l’orizzonte; e poi si fa racconto, nelle parole della scrittrice Shirley Hazzard e nella storia di quel viaggiatore francese che attraversò l’Europa giungendo fino in India, per assistere a un transito di Venere. La tribolata avventura, tra guerre e impicci d’ogni sorta, terminò con uno smacco: arrivato troppo tardi a destinazione, l’uomo rimase otto anni in Oriente aspettando il transito successivo, quello del 1769. E quando, finalmente, giunse il fatidico giorno, “le nuvole gli impedirono di vedere alcunché”. Amaro the end, che restituisce la cifra romantica e il mood esistenzialista dell’opera, tutta incentrata sui temi del destino, del desiderio, della volontà, del viaggio.
Una chicca curiosa. Tra gli attori c’è anche un non-attore: Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera, è la special guest del nuovo tourbillon di visioni, poesia, musica e citazioni colte – tra cui la mitica Origine del mondo di Courbet – imbastito da Curi. Sarà lui, definito dal regista “un grande intellettuale con una bellissima faccia”, a leggere un brano di Thomas Eliot. Dal teatrino della politica al teatro di ricerca: una nuova carriera per il lord del PCI?

– Helga Marsala

Transiti di Venere
regia Raffaele Curi
Antico Mercato del pesce degli Ebrei – Via di San Teodoro 74, Roma
16-22 aprile 2012, ore 21.30

www.fondazionealdafendi-esperimenti.it/

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.