Parola d’ordine: tracciabilità. Anche nel mercato dell’arte. Ci sono archivi digitali e QR code alla base del progetto 4G – get your art connected

Se nella finanza i titoli di borsa devono essere tracciabili, perché le opere d’arte non devono sottostare a questo principio? In un momento in cui l’arte corre in soccorso alla finanza come territorio alternativo agli investimenti, perché non sviluppare degli strumenti innovativi per il mercato dell’arte? Queste le premesse usate da Edoardo Didiero, amministratore delegato […]

Se nella finanza i titoli di borsa devono essere tracciabili, perché le opere d’arte non devono sottostare a questo principio? In un momento in cui l’arte corre in soccorso alla finanza come territorio alternativo agli investimenti, perché non sviluppare degli strumenti innovativi per il mercato dell’arte? Queste le premesse usate da Edoardo Didiero, amministratore delegato di ArtNetWorth, società di consulenza operante nel mondo dell’arte, durante l’incontro di ieri ospitato nella sede della Banca Vontobel in Piazza Affari a Milano.
Scopo della conferenza stampa era quello di presentare il progetto 4G – get your art connected, un nuovo servizio di certificazione nato con lo scopo di garantire la tracciabilità e la trasparenza nel mercato dell’arte attraverso un’archiviazione virtuale delle opere d’arte. Come? Con i sempre più diffusi QR code, che stanno prendendo piede anche nell’ampliamento dei contenuti nell’arte. Tutte le informazioni di un’opera saranno accessibili attraverso un’etichetta olografica adesiva antirimozione, leggibile tramite PC o smartphone. Attraverso questo QR code l’utente potrà verificare le caratteristiche tecniche dell’opera e la presenza del certificato di autenticità, andando inoltre a supportare il processo di catalogazione e costruendo un archivio digitale.
Il progetto 4G era stato sperimentato durante Affordable Art Fair di quest’anno, grazie alla partnership di ArtNetWorth che per l’occasione aveva certificato le opere di un artista a scelta per ogni galleria partecipante.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • cypherinfo

    Dove è possibile informarsi sul progetto completo e sulle sue caratteristiche? :)

    @cypherinfo

  • Pingback: QR Code per la tracciabilità anche nel mercato dell'arte. Ci sono ... | mobilemedia | Scoop.it()

  • Leonardo da Vinci quando decise di realizzare la sua Gioconda, pensò di tutelarla con un codice di dentificazione che avrebbe condotto solo al suo ideatore. Nel 1825 il più grande esperto di Leonardo, e poteva essere solo italiano, stilò una nota per la Gioconda sin troppo rovinata che, fa riflettere sulla natura di un dipinto che già, ha quel tempo, aveva messo in allerta il direttore del museo parigino; tanto fargli scrivere; questo dipinto non ha nessun esempio nella pittura rinascimentale, in più non ha nessuna intenzione di farsi copiare! Scrisse; non ho mai visto un oggetto così difficile, queste incredibili velature si vedono solo in certi giorni e non in tutti i giorni. In quei primi deceni del XIX secolo, prima con il bitume di giudea e successivamente cercando nella chimica dei cristalli la soluzione per fissare stabilmente una immagine fotografica su lastra di metallo, il dipinto quasi sconosciuto di Leonardo, venne sottoposto a tutte le introspezioni ottiche della neonata fotografia rimarcandone dalla rilevazione (una posa del ritratto) tutti i dati che, servono per identificare lo scienziato italiano con una verità che, anticipa i suoi studi per la trasmissione delle immagini via etere. Roberto Grazioli Asti. [email protected]

  • Interdetta

    Ma a che serve di preciso?