A Zagabria si celebra l’Italia dei mid-career. Suoni, cose, parole. Da Eugenio Montale a Giorgio Andreotta Calò, che per il finissage ingaggia un’orchestra intera

Un finissage in grande stile per l’ottima crew di italiani in trasferta a Zagabria. Sono undici e tutti lanciatissimi, esponenti di quella mid-generation che anche all’estero, qui e là, trova spazio ed accoglienza. Giorgio Andreotta Calò, Elisabetta Benassi, Rossella Biscotti, Pierpaolo Campanini, Rä di Martino, la premiata ditta Christian Frosi/Diego Perrone, Marzia Migliora, Lorenzo Scotto […]

Museo d'Arte Contemporanea di Zagabria

Un finissage in grande stile per l’ottima crew di italiani in trasferta a Zagabria. Sono undici e tutti lanciatissimi, esponenti di quella mid-generation che anche all’estero, qui e là, trova spazio ed accoglienza. Giorgio Andreotta Calò, Elisabetta Benassi, Rossella Biscotti, Pierpaolo Campanini, Rä di Martino, la premiata ditta Christian Frosi/Diego Perrone, Marzia Migliora, Lorenzo Scotto di Luzio, Elisa Sighicelli e Sissi festeggiano domenica 4 marzo la chiusura della prima mostra d’arte italiana al Museo d’Arte Contemporanea di Zagabria, con un evento speciale presso il cantiere aperto della nuova sede dell’Accademia della Musica, nell’ex-Palazzo della Željpoh-Ferimport.
Silenzi in cui le cose s’abbandonano”: un titolo ad alto tasso poetico, che arriva proprio della celebre lirica “I limoni” di Eugenio Montale. Ed è proprio da quel silenzio immacolato, in cui le cose abbandonate “sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto”, che gli artisti hanno preso spunto, muovendosi lungo la linea della sottrazione e dell’autenticità: piuttosto che decontestualizzare e riconcettualizzare l’oggetto, lo si assume nella sua essenza intima, consegnandolo al proprio luogo e al proprio tempo. Nel silenzio genuino in cui le cose riposano, presidiando sé stesse.
Tutta incentrata sul suono la performance di chiusura, una mise en scene musicale di Andreotta Calò, in collaborazione con la Phronesis String Orchestra diretta dal maestro Mladen Tarbuk. Prevista anche una diretta radiofonica, sul terzo canale della radio nazionale croata Hrvatkog radija.
Suoni come parole concrete, parole come cose autentiche e vive.

– Helga Marsala