La riscoperta del rame. A Milano apre lo showroom dedicato di KME. Dall’architettura al design, il metallo dalle mille qualità

Architettura e design, discipline in movimento. Intrinsecamente eclettiche e aperte alle contaminazioni, per indole sono insofferenti all’idea di “confine”. Naturale, dunque, una reciproca invasione di campo. Quanti i designer che arrivano dall’architettura? Moltissimi, tutti ferrati nella pratica della progettazione. Oppure affezionati a materiali propri dell’edilizia. Il rame, per esempio. Che abbiamo scoperto durante lo scorso […]

KME showroom, Milano

Architettura e design, discipline in movimento. Intrinsecamente eclettiche e aperte alle contaminazioni, per indole sono insofferenti all’idea di “confine”. Naturale, dunque, una reciproca invasione di campo. Quanti i designer che arrivano dall’architettura? Moltissimi, tutti ferrati nella pratica della progettazione. Oppure affezionati a materiali propri dell’edilizia. Il rame, per esempio. Che abbiamo scoperto durante lo scorso Salone del Mobile grazie alle librerie di Ferruccio Laviani e alla KME, azienda leader nell’utilizzo del metallo rosso. Curiosi di scoprire di persona la gamma delle possibili finiture e le sue svariate applicazioni? Basta non perdersi l’inaugurazione del nuovo showroom di KME, in via Francesco Sforza.
L’ambiente è rimasto il più neutro possibile, con intonaci total black o total white, e pareti in resina bianca opaca. Il tutto per mettere in risalto tramezzi e pannelli, completamente rivestiti in lamine di rame e Tecu, marchio della stessa KME. Protagoniste dell’esposizione sono la lucentezza del materiale e le varie texture. Angoli per la sosta o lo studio, appositamente separati, consentono a progettisti e curiosi di approfondire l’argomento. In uno spazio che è a un tempo di scoperta, di invenzione e di relax.

– Valia Barriello

www.kme.com

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.