Un diamante incuneato nel centro di Tel Aviv. Ecco il foto tour del nuovo Museum of Modern Art di Preston Scott Cohen

Un diamante dalle tante sfaccettature. È ritagliato da una geometria spigolosa, incuneato su di un lotto triangolare nel centro culturale di Tel Aviv, il nuovo Museum of Modern Art disegnato da Preston Scott Cohen. Una struttura staticamente complessa, costituita da cinque piani (3 ipogei e 2 in superficie) ognuno progettato separatamente dall’altro, con maglie in […]

Preston Scott Cohen - Museum of Modern Art Tel Aviv

Un diamante dalle tante sfaccettature. È ritagliato da una geometria spigolosa, incuneato su di un lotto triangolare nel centro culturale di Tel Aviv, il nuovo Museum of Modern Art disegnato da Preston Scott Cohen. Una struttura staticamente complessa, costituita da cinque piani (3 ipogei e 2 in superficie) ognuno progettato separatamente dall’altro, con maglie in acciaio che si incastrano per garantire una migliore resa plastica.
Lo stesso involucro – rivestito in lastre prefabbricate di cls, di 465 forme diverse – ricalca la struttura reticolare, piegata seguendo le principali linee di forza dell’edificio. L’effetto che si ottiene è un incredibile contenitore da 18.500 mq, costato 45 milioni di dollari, ma capace di venire incontro a due fondamentali paradigmi: unire lo spettacolo dell’architettura museale contemporanea con il desiderio di purezza delle cosiddette white boxes. Le sale interne infatti, sono ampi, neutri rettangoli regolari, perfetti per ospitare esposizioni d’arte (prevalentemente israeliana), fotografie, disegni. Per ottenere ciò, gli architetti hanno lavorato soprattutto sugli snodi interni, e sull’enorme atrio centrale denominato “Lightfall”: un insieme sconnesso di linee, passaggi, sezioni, tagli netti e assi multipli, illuminati da un lucernario.
Vincitore della Herta e Paul Amir International Competition del 2003, Scott Cohen dà qui prova di grande talento, non solo stilistico e tecnologico (supervisione Ove Arup, naturalmente), ma allo stesso tempo rispettoso verso l’imprinting modernista che Tel Aviv possiede. Un nuovo e fresco polo culturale – la struttura ospita anche un auditorium, una libreria e diverse sale eventi – che arricchisce una città in crescita e offre ai visitatori una nuova esperienza estetico-sociale…

– Giulia Mura

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.