Il ritorno di Boeri. È lui il nuovo assessore alla Cultura di Milano

Tutto pare essere stato gestito con grande circospezione, ma senza particolari colpi di scena, e la riprova è che i tre nomi che la stessa Artribune aveva dato come papabili già all’indomani dei ballottaggi, hanno tutti trovato posto in giunta. E alla fine la scelta è caduta sul nome più naturale da fare: sarà Stefano […]

Stefano Boeri, fra i relatori alla Bocconi

Tutto pare essere stato gestito con grande circospezione, ma senza particolari colpi di scena, e la riprova è che i tre nomi che la stessa Artribune aveva dato come papabili già all’indomani dei ballottaggi, hanno tutti trovato posto in giunta. E alla fine la scelta è caduta sul nome più naturale da fare: sarà Stefano Boeri il nuovo assessore a Cultura, Expo, Moda, Design del comune di Milano, retto da Giuliano Pisapia.
Inutile con un personaggio del genere ricostruire un curriculum che lo presenti: archistar da sempre vicina al PD, Boeri aveva in un battibaleno metabolizzato la sconfitta alle primarie portando a casa quasi 13mila preferenze, in assoluto il secondo risultato nelle opzioni dei milanesi. Naturale la delega assegnatagli per l’Expo 2015, progetto che Boeri ha seguito fino a settembre 2010 come membro della consulta degli architetti.
Quale panorama si trova davanti ora il neoassessore, e soprattutto come si appresta a lavorare ai problemi in campo? A suo credito va certamente la storia personale e professionale, che oltre alla citata Expo, dovrebbe fornire garanzie anche sui tanti progetti urbanistico/architettonici in piedi o in programma, dal Museo del Contemporaneo al nuovo distretto di Porta Nuova, che lo ha visto al lavoro anche come progettista, alla Città delle Culture di David Chipperfield. I punti di criticità potrebbero venire – come per tutta la giunta, peraltro – dalla convivenza con una Provincia ma soprattutto con una Regione di colore politico opposto, ma su questo ci sarà tempo per verificare le cose sul campo…

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  • ip

    io non definirei boeri un archistar, al limite un archi, cioè un architetto che si è sempre e solo occupato di argomenti teorici, non mi risulta che abbia mai progettato nulla di rilevante, ma che si sia sempre e solo occupato di editoria, progetti aleatori,e festival vari e di public relation, infatti ora fa politica..

    • Vero, Boeri probabilmente non si può definire archistar. Il suo studio (che non è uno studiolo) vanta molte partecipazioni a concorsi, bei rendering dei progetti e intensa attività di divulgazione e informazione finalizzata all’architettura. Minori invece le realizzazioni in corso (non potrebbe essere altrimenti) con alcuni concorsi vinti dei quali devono ancora partire i cantieri.
      Sulla “rilevanza” in architettura si potrebbe e dovrebbe discutere: anche un semplice garage che aggiunge valore estetico al circostante lo considererei assai rilevante, al pari di un’opera titanica con buon ufficio stampa annesso.
      Boeri al netto delle definizioni è se non altro persona culturalmente attenta e per deformazione professionale obbligata al confronto; fare l’architetto (anche solo teoricamente) porta sempre a gestire, organizzare e far dialogare i vari attori di un progetto.
      Questi due aspetti dovrebbero bastare a qualificarlo sopra ogni altra possibile candidatura.

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  • Complimenti sinceri Arch. Boeri!
    Sono certa che farà onore al suo lavoro sopratutto alla sua sensibilità e alla sua conoscenza profonda delle radici dell’arte Italiana per completare la vera opera artistica quale : ” La culla della cultura “, passato, presente e futuro e oltre e dimostrare al globo intero la continuità del vero arte come patrimonio di tutti tempi.
    cordialmente
    GAB

  • FINALMENTE LA PERSONA GIUSTA AL POSTO GIUSTO. AVANTI BOERI CON GRINTA E SERIETA’ C’ERA BISOGNO DI TE.

  • Maurizio

    Buongiorno, io credo che il cambiamento politico fosse più che necessario, soprattutto alle porte dell’expo internazionale, in fin dei conti bisogna dire che la cultura ha bisogno di personalità eclettiche, poco importa se queste non rappresentano delle pietre miliari dell’innovazione in campo architettonico, la cosa che è più significativa è il grado di buonsenso e sensibilità necessari per poter avanzare delle proposte culturali che lascino il segno.
    Spero vivamente che l’assessore Boeri faccia le scelte giuste e che cosa non meno importante riservi per tutti i progetti culturali, a partire dalle mostre milanesi, molti più fondi.
    Con cordialità
    Maurizio

  • Raffaello Paiella

    Architetto ed intellettuale di grande cultura e sensibilità, ho avuto il piacere di conoscerlo in una giuria di un concorso, ma…archistar ( con tutte le connotazioni positive o negative che si vogliono attribuire a questo termine)…proprio no!! Auguri per il suo non facile lavoro!!