Prego, Art Basel, la stiamo aspettando. Cinque (o sei?) gallerie italiane per una fiera Art Hong Kong da sogno

Ci sono 260 gallerie d’arte provenienti da una quarantina di paesi, praticamente il meglio del meglio sulla piazza globale? Conta poco, quest’anno all’Hong Kong Convention and Exhibition Centre si parla d’altro. O meglio si parla sempre di questo, ma per un altro effetto: lo sbarco asiatico di Art Basel. Sì, come annunciato anche da Artribune […]

Ci sono 260 gallerie d’arte provenienti da una quarantina di paesi, praticamente il meglio del meglio sulla piazza globale? Conta poco, quest’anno all’Hong Kong Convention and Exhibition Centre si parla d’altro. O meglio si parla sempre di questo, ma per un altro effetto: lo sbarco asiatico di Art Basel. Sì, come annunciato anche da Artribune la fiera svizzera diventerà azionista di maggioranza di Asian Art Fairs Ltd a partire da luglio 2011: l’edizione del 2012 manterrà il nome ART HK e anche la direzione di Magnus Renfrew, ma subirà una variazione nel calendario, ovvero dal 2 al 5 febbraio 2012 rispetto al tardo maggio come di consueto. Step successivo sarà quello di convertire ART HK al marchio Art Basel.
L’edizione 2011 suona dunque come una sorta di traghetto: ed a pilotarlo dal 26 al 29 maggio arriva gente come Gavin Brown, Gagosian, Gladstone, Marian Goodman, Hauser & Wirth, Lisson, Nature Morte, White Cube, Max Wigram, David Zwirner, giusto per gradire qualche nomignolo.
E l’Italia? Non vuol certo fare una figuraccia, ed invia pezzi da novanta come Massimo De Carlo, Continua, Lia Rumma, Noire, delegando a presidiare la sezione Art Futures Francesca Minini e la mezza-italiana Scaramouche, branche newyorkese di Daniele Ugolini.

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