Eccola, la Dolce Vita milanese. Calano i primi veli sulla nuova area Porta Nuova Garibaldi

Li abbiamo visti crescere come funghi, i cantieri che occupano l’ampia area Porta Nuova Garibaldi, a Milano, senza intravederne la fine, né riuscire a immaginarne gli spazi interni. Grattacieli di impalcature che si innalzano nel cielo grigio di Milano, tunnel sotterranei e centinaia di metri di recinzione. Ma, cosa conterranno questi nuovi edifici e come […]

Li abbiamo visti crescere come funghi, i cantieri che occupano l’ampia area Porta Nuova Garibaldi, a Milano, senza intravederne la fine, né riuscire a immaginarne gli spazi interni. Grattacieli di impalcature che si innalzano nel cielo grigio di Milano, tunnel sotterranei e centinaia di metri di recinzione. Ma, cosa conterranno questi nuovi edifici e come saranno le abitazioni?
Giovedì 31 marzo – alle 11 -, in uno spazio allestito da Dolce Vita Homes, all’interno dello stesso recinto cantieristico, saranno finalmente visibili i concept delle future residenze. I prodotti, i materiali e le finiture degli appartamenti milanesi sono stati tutti attentamente scelti da Dolce Vita Homes, promotrice dell’iniziativa. Questa piattaforma di progettazione riunisce i principali nomi del design made in Italy come come Boffi, Cassina, Molteni, Poltrona Frau, Cappellini, Poliform, B&B, Driade.
Presenti nel progetto, oltre i grandi nomi del design anche i principali archistar autori dei complessi edilizi, da Boeri a Caputo, da Citterio a Pei. Design e Urbanistica alla fine si riuniscono nel grande intervento di riqualificazione milanese, che si estende per ben 290mila mq, e invade i tre quartieri storici di Milano: Garibaldi, Varesine e Isola; non costituirà solo nuove residenze ma anche zone commerciali, parcheggi, uffici, spazi espositivi e 90mila mq di giardini.

Valia Barriello

 

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.