La copertina dell’ultimo numero di National Geographic, importante magazine dedicato alla conoscenza del nostro pianeta, è una delle più iconiche della lunga storia del giornale. L’immagine, disegnata dall’artista messicano Jorge Gamboa, rappresenta un iceberg che, sotto la superficie dell’acqua si trasforma in un gigantesco sacchetto per la spesa, illustrazione fortemente simbolica di un problema ecologico che sta diventando ingestibile: il proliferare dei rifiuti in plastica.
Per sostenere la propria campagna, intitolata Planet or Plastic?, contro l’abuso di questo materiale, è stato realizzato anche questo breve video che riassume in pochi minuti l’intera storia della plastica e dei suoi utilizzi nel mondo. Dagli inizi, quando l’unica fonte era vegetale, con l’estrazione della gomma dagli alberi, all’invenzione dei polimeri industriali, estratti da combustibili fossili e poi raffinati. Il filmato finisce con una serie di suggerimenti su come ridurre l’utilizzo della plastica, facendo a meno del packaging e utilizzando materiali alternativi.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.