Dal fumetto alla tv: la mitica Mafalda di Quino diventa una serie animata
Netflix porta sullo schermo il leggendario personaggio di Quino con una nuova serie animata diretta da Juan José Campanella. Il progetto punta a rinnovare Mafalda, mantenendone intatta la carica ironica e critica verso la società contemporanea
Come fare ad attualizzare un personaggio così profondamente radicato nell’immaginario collettivo, senza rischiare di snaturarlo o comprometterne i tratti più distintivi? Deve essersi posto questa domanda il regista argentino Juan José Campanella nel momento in cui si è trovato davanti l’opportunità di trasformare la mitica Mafalda nella protagonista di una nuova serie animata. A confermare il progetto è stata Netflix, che ospiterà la trasposizione il prossimo anno, donando nuova vita a una delle icone più amate del fumetto internazionale.
Mafalda, il leggendario fumetto di Quino
Annunciata nel 2024, in coincidenza con il sessantesimo anniversario della prima apparizione del personaggio, la serie sarà una versione dinamica e a colori delle celebri strisce illustrate, divenute un fenomeno globale grazie alla loro capacità di fondere leggerezza e profondità critica. Frutto della creatività del disegnatore argentino Quino (al secolo Joaquín Salvador Lavado Tejón, scomparso nel 2020), lo storico fumetto vede al centro della narrazione la piccola Mafalda, una bambina di sei anni insofferente alla zuppa e appassionata dei The Beatles.
Diventata nel tempo una voce sorprendentemente lucida sulle contraddizioni del mondo adulto, la ragazzina dai folti capelli neri si confronta nelle strisce con temi di varia natura, dalla politica internazionale alle dinamiche familiari. Ogni argomento è osservato con uno sguardo ironico e affilato, mantenendo il fumetto in una costante tensione tra innocenza e consapevolezza, una qualità che molti hanno riconosciuto anche nei Peanuts, a cui il personaggio viene spesso accostato.

La serie animata di Juan José Campanella
Alla guida dell’ambizioso progetto animato (prodotto da Mundoloco CGI) troviamo Juan José Campanella, regista premio Oscar nel 2010 per il thriller Il segreto dei suoi occhi, non nuovo a incursioni nel mondo dell’animazione – si veda Underdogs (Metegol), considerato una delle produzioni più ambiziose e di successo dell’America Latina. “Mafalda e i suoi amici non solo mi hanno fatto ridere molto, ma, di tanto in tanto, mi hanno costretto ad aprire un dizionario. E, con ogni nuova parola che imparavo, venivo ricompensato con una nuova risata”, ha dichiarato il cineasta di Buenos Aires.
Altre informazioni tecniche sulla serie restano ancora ignote, anche se dalla prima immagine diffusa da Netflix si percepisce un approccio visivo morbido, non troppo distante dall’immaginario grafico di Quino. Nel frame condiviso dal colosso dello streaming, il bianco e nero essenziale delle vecchie strisce viene abbandonato per abbracciare un linguaggio più contemporaneo; allo stesso tempo, la riconoscibilità delle forme originarie e la fedeltà alle ambientazioni del fumetto sembrano essere preservate.

Mafalda è ancora un personaggio attuale?
Ma, al di là dei dettagli tecnici, la domanda centrale resta un’altra: riuscirà Campanella a non tradire l’anima schietta e poco “politicamente corretta” di Mafalda, in un mondo così denso di ingiustizie e contraddizioni come quello attuale? La carica pungente del personaggio, e le sue domande scomode sulla politica e sulla società, sono ancora compatibili con il nostro tempo? Un commento del regista sembra offrire almeno una risposta parziale: “Non credo che riusciremo a elevare Mafalda, perché non c’è un livello superiore al suo, ma sogniamo di trovare un nuovo modo per condividerla con i nostri figli”.
Alex Urso
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