Guido Cirilli: un architetto e la sua Accademia

Accademia di Belle Arti, Venezia – fino al 15 novembre 2014. Uno sforzo collettivo per ricordare e mostrare il lavoro di Guido Cirilli. Architetto, funzionario e docente a Venezia per oltre quarant’anni. Un bell’esempio di come si possa mettere in mostra, in maniera efficace, un archivio.

Mostrare un archivio comporta l’attuazione a priori di particolari scelte di registro espositivo, attività simile, se vogliamo, agli esercizi di mnemotecnica usati dai retori classici e che consistono nel trasformare i ricordi in immagini, attraverso le quali recuperare, per converso, i ricordi.
La mostra che l’Accademia di Belle Arti di Venezia dedica all’architetto Guido Cirilli (1871-1954) è un esempio eccellente di come i documenti di un archivio possano essere felicemente esposti e considerati “momenti evocativi”, atti a suscitare interesse e curiosità. L’apprezzamento del pubblico a quanto pare è molto alto: la mostra, dalla sua apertura, registra una presenza media di 500 visitatori al giorno.
Un coro di voci differenti, ma in armonica sintonia, celebra oggi la figura di Cirilli, architetto, docente e funzionario della prima metà del Novecento, per quarant’anni insegnante e presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, nonché direttore della Scuola superiore d’architettura (l’attuale IUAV) dal 1926 al 1943. Un concorso di personalità diverse (storici, architetti, archivisti, restauratori, allievi ed ex allievi) sono coinvolte nell’allestimento della mostra e nella stesura dei saggi a catalogo. Uno sforzo collettivo che merita di essere apprezzato per la qualità del lavoro svolto e la comunanza di intenti, volti a “mostrare” a tutto tondo la personalità di un grande protagonista del secolo scorso. Dirigono il coro Guido Zucconi e Alberto Giorgio Cassani, curatori della mostra e docenti di storia dell’architettura. Attenti studiosi del Cirilli, ne tracciano il profilo professionale, facendone emergere le eccellenze senza nasconderne le debolezze.

Ancona, progetti per piazza Cavour. Palazzo postelegrafonico, 1914-1925
Ancona, progetti per piazza Cavour. Palazzo postelegrafonico, 1914-1925

Impeccabile l’allestimento, a cominciare dall’utilizzo, pionieristico in Italia (come fa notare il Presidente dell’Accademia Luigino Rossi) di bacheche a climatizzazione passiva e stabilizzata. Questi contenitori ospitano disegni molto belli e altrettanto delicati, realizzati con l’uso di numerose tecniche grafiche: carboncino, gessetto, inchiostri di china neri e rossi, matite, acquerelli. Alcuni esemplari prima dell’esposizione sono stati sottoposti a un intervento di restauro, così come ci viene raccontato direttamente dalla restauratrice Mara Guglielmi.
Da rimarcare l’accurato, fondamentale lavoro di riordino, catalogazione e digitalizzazione, avviato e concluso grazie a un finanziamento della Soprintendenza archivistica per il Veneto, mentre nel catalogo le archiviste raccontano il lavoro svolto, arricchendolo di aneddoti quotidiani e testimonianze preziose raccolte presso chi il Cirilli l’ha conosciuto personalmente, essendone stato allievo e amico. E se in mostra non è stato possibile esporre tutti i 1286 disegni conservati presso l’archivio storico dell’Accademia, la proiezione di alcuni rendering e la realizzazione di un modello plastico in scala 1:100 (con stampante 3D) completano egregiamente il percorso espositivo.

Adriana Scalise

Venezia // fino al 15 novembre 2014
Guido Cirilli, architetto dell’Accademia
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VENEZIA
Magazzino del Sale 3 – Zattere
041 241 3752
[email protected]
www.accademiavenezia.it

 


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Adriana Scalise
Adriana Scalise lavora presso l'Archivio della Biennale di Venezia, laureata in Lingue Orientali (Arabo) e in Conservazione dei Beni Culturali (Storia dell'Arte) da oltre dieci anni nutre interesse nei confronti della Fotografia nelle sue varie declinazioni (storia, estetica e pratica fotografica). In qualità di ricercatrice indipendente collabora con diverse riviste del settore (Gente di Fotografia, Artribune, Fotostorica), partecipa a convegni e pubblica saggi (Verri, ed. Marsilio). Scrive poesie e da alcuni anni porta avanti un progetto fotografico dedicato a "se stessa".