I quattro del Premio Maxxi 2014

Museo Maxxi, Roma – fino al 21 settembre 2014. I finalisti del Premio Maxxi 2014 sono Yuri Ancarani, Micol Assaël, Linda Fregni Nagler, Marinella Senatore. I loro interventi restano in mostra negli spazi del museo di via Guido Reni tutta l’estate.

PREMIO MAXXI, Marinella Senatore ph. MusacchioIanniello

Viva il museone nazionale e ben venga la formula del riconoscimento annuale in stile Turner Prize. Il Premio Maxxi non sarà lo scudetto dell’arte contemporanea, ma una specie di Coppa Italia sì. Quest’anno in finale sono arrivati Yuri Ancarani (Ravenna, 1972), Micol Assaël (Roma, 1979), Linda Fregni Nagler (Stoccolma, 1976) e Marinella Senatore (Cava dei Tirreni, 1977). Artisti che, sebbene non del tutto affermati, hanno già partecipato a una Biennale di Venezia “da titolari”, cioè a dire nella mostra internazionale.
Ancarani è presente con un video intitolato Sansiro, in cui l’evento di massa calcistico viene raccontato a partire dal suo dispositivo logistico-organizzativo, anziché dal fragore del momento agonistico. Il taglio documentaristico è contrappuntato dal tenore ieratico, che sorregge i non pochi momenti metaforici, denotando intenti metafisico-astrattizzanti. L’artista è bravo a non sganciarsi dal reale fenomenico; ma d’altra parte l’essenza visionaria del film risulta più disinnescata che valorizzata. La sensazione è che se Ancarani facesse fino in fondo il surrealista ne vedremmo delle belle.

Premio MAXXI, Yuri Ancarani, ph. Musacchio Ianniello
Premio MAXXI, Yuri Ancarani, ph. Musacchio Ianniello

L’installazione ambientale di Assaël concerne l’instaurarsi di un campo di forze in conflitto. Sanitari ricolmi d’acqua, sollevati dal livello del pavimento e gocciolanti, si caricano di un senso d’allarme per la presenza di un generatore elettrico in azione. Assaël è, con Gregor Schneider, tra i pochi artisti in circolazione intenti a declinare in chiave di shock psicologico, e con esiti genuinamente allucinatori, il sublime installativo di matrice duchampiana. L’opera, che risale al 2003, è quintessenziale rispetto a un percorso coerente, del quale è lecito aspettarsi sviluppi.
Fregni Nagler ha installato una selva di foto e due composizioni scultoree ispirate a modelli di eliche per aerostato, opera del grande Nadar, di cui si hanno solo testimonianze fotografiche. Le foto, di grande fascino, che ritraggono individui sospesi a mezz’aria, o in situazioni parossistiche di equilibrio fisico, concernono immagini di repertorio adattate nel tempo più volte. Il limite dell’intervento è il suo rimanere divaricato; l’affondo tematico sul concetto di sospensione e la riflessione metalinguistica sullo statuto dell’immagine fotografica non si compattano in una mise en abyme complessiva.

PREMIO MAXXI, Micol Assael, ph M.Monti
PREMIO MAXXI, Micol Assael, ph M.Monti

Senatore – sarà lei la vincitrice – è presente con una piattaforma relazionale strutturata su un’idea di trasmissione orizzontale del sapere, costituita da lezioni aperte a tutti relative a competenze di ogni tipo. Il fatto che la danza risulti preminente sulle altre discipline conferisce al progetto frontalità, ma concettualmente lo sbilancia. L’opera, encomiabile in termini di messaggio, è una variante contenutistica della formula con cui nei primi Anni Novanta Rirkrit Tiravanija prese a declinare il paradigma del ready made, anziché in relazione all’oggetto, in riferimento all’evento comunitario inclusivo.

 

Pericle Guaglianone

 

Roma // fino al 21 settembre 2014
Premio Maxxi
MAXXI
Via Guido Reni 4a
06 3201954
[email protected]
www.fondazionemaxxi.it

 

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.
  • pinoBarillà

    L’arte è proprio scesa di categoria.
    Se tutto il sistema non si mette in discussione presto questo gioco finisce.

  • Danilo Torre

    L’unica dei quattro degna di nota è la Senatore e menomale che ha vinto. Micol Assael presenta un’opera vecchia di 10 anni perché? all’ hangar bicocca ho visto di meglio e per dirla tutta un generatore elettrico che si alimenta alla presa di corrente io non l’ho mai visto, quella è un opera confusa e molto giovanile. Yuri Ancarani bravissimo videoartista presenta uno spottone di SKY media partner del Maxi premio, l’unica cosa che spero e che Ancarani si sia fatto pagare lautamente e ci facci dei film migliori in futuro perché è bravo. Non discuto il finale con Balotelli che fa il suo ingresso in slow motionalla fine del film che è paretico. A Pericle! quintessenzialmente dicendo…

  • andrea bruciati

    analisi molto lucida delle opere, complimenti all’autore