Markus Schinwald. Il teatro della disfunzione fra Triennale e Scala

Triennale, Milano – fino al 15 giugno 2014. Nella curva a piano terra, Paola Nicolin presenta la prima mostra istituzionale milanese dedicata all’artista austriaco. Un proscenio tibulliano. Tra enormi scenografie del Teatro alla Scala, dipinti, sculture, video e un’estesa installazione verticale.

Markus Schinwald - Il dissoluto punito - veduta della mostra presso la Triennale, Milano 2014

Markus Schinwald (Salisburgo, 1973; vive a Vienna e New York) seziona gli spazi, otticamente innumerevoli, della cosiddetta Curva. Al piano terra della Triennale, la personale Il dissoluto punito interseca una raffinata ricerca sull’illusione fisica della corporeità con una selezione di scenografie di Michael Levine. Quinte che il teatro milanese ha prodotto durante la stagione 2011/2012 per la rappresentazione del Don Giovanni di Mozart, diretto da Daniel Barenboim per la regia di Robert Carsen. Il percorso, per la prima volta all’interno di una mostra dedicata ai progetti di Schinwald, non si offre frontale, ma propone attraversamenti obliqui che scandiscono il tempo di attraversamento e il fenomeno percettivo della rivelazione, secondo ritmi di scena accuratamente disposti a raggiera. Periodi calati, all’apparenza, come sipari continui: dall’alto.
In qualità di viaggio di formazione, Il dissoluto punito accompagna il visitatore a tornare sui propri passi, proponendo di inoltrare se stessi all’interno di continui superamenti dimensionali. L’iter espositivo si avvicenda attraverso la composizione e l’interazione di prosceni; palcoscenici dalle letture semantiche sovrapposte, tralasciando ogni affettazione di posa.

Markus Schinwald - Il dissoluto punito - veduta della mostra presso la Triennale, Milano 2014
Markus Schinwald – Il dissoluto punito – veduta della mostra presso la Triennale, Milano 2014

La presenza fisica e il suo annullamento, la memoria e la sua contemporaneità, il dismorfismo e la perfezione, la femminilità e i suoi risvolti, così come la chiusura e la liberazione della linea d’orizzonte sottendono a una mostra che critica l’esistenza, attraversa pittura, scultura, video e interventi installativi nell’intento di rappresentare l’enigma del proprio fantasma. Seguendo la sintassi bipolare di queste letture, Schinwald espone per la prima volta sette sculture in vetroresina, lucidi culbuto dalle forme arpiane. Calchi organici e protesici sui quali il vuoto impresso traccia l’assenza di arti del corpo umano: sulle superfici laccate sono riconoscibili impronte di braccia, di gambe, di femori ecc. Allestiti, invece, tra muri, risvolti e pareti mobili delle scenografie, i ritratti senza volto di antenati sospesi accompagnano attraverso una monumentale galleria della disambiguazione, lasciando infine giungere al cuore del percorso. Un’apertura capiente, fra le scenografie altissime, una radura della rappresentazione che permette, fra l’ombra e la penombra, la proiezione di due video, 1st Part Conditional (2004) e Children’s Crusade (2004), celebrando l’allestimento dei quarantotto dipinti che strutturano la delicata Skies (2013).

Ginevra Bria

Milano // fino al 15 giugno 2014
Markus Schinwald – Il dissoluto punito
a cura di Paola Nicolin
TRIENNALE DI MILANO
Viale Alemagna 6
02 724341
www.triennale.org