Carrara. Orfana della Biennale ma al lancio di un nuovo progetto

DATABASE è un modo di relazionare il passato al presente. Un’idea di archivio per Carrara, che spazia dalla memoria anarchica alla storia del marmo fino alle espressioni contemporanee. Così la città torna ad animarsi, da domani alla fine dell’anno.

DATABASE - Museo del Marmo, Carrara 2012

Carrara è una città singolare, irriducibile, anarchica. Un equilibrio incerto tra l’orgogliosa conservazione della propria storia e l’apertura verso l’esterno. Per questo non si riduce a una mera formula politica l’intenzione di DATABASE – iniziativa culturale-artistica curata da Federica Forti in collaborazione con le istituzioni e altri partner – di darsi come obiettivo la riscoperta e la riacquisizione del patrimonio storico originale.
Il modo è consistito nella scelta del Museo del Marmo quale luogo base, secondo le parole della stessa curatrice: “Un museo sconosciuto ai cittadini e agli italiani. La maggior parte dei visitatori sono stranieri. Eppure nel suo genere si tratta di una realtà di riferimento a livello internazionale”. Il programma di eventi, distribuito fino al termine dell’anno corrente, si sviluppa intorno alla collaborazione iniziata nei mesi precedenti con la cittadina Accademia di Belle Arti: tre professori – Giacomo Verde, Massimo Cittadini e Aron Demetz – hanno impostato il proprio corso sul tema “marmo”, invitando gli studenti a elaborare progetti personali.

DATABASE - Museo del Marmo, Carrara 2012

I risultati verranno esposti in tre fasi diverse all’interno del museo per l’individuazione di altrettante opere “vincitrici”: nel primo caso si tratta della video installazione Il Monte di Alessio Falchi, Asia Gandoglia e Giacomo Ganduglia. A ciò si aggiungono una personale dell’artista spagnolo Avelino Sala e un video-screening del Capo, cortometraggio realizzato del ravennate Yuri Ancarani nella celebri cave delle Apuane.
Considerando il temporaneo arresto per ragioni economiche della Biennale Internazionale di Scultura, che nella più recente edizione di Fabio Cavallucci aveva suscitato un interesse diffuso, e che le ultime notizie davano affidata a Vittorio Sgarbi, si può considerare Database come espressione di una volontà di resistenza e di permanenza. “Abbiamo l’obiettivo di durare nel tempo, ma evolvendoci. Seguendo la nostra attività dal 2010, si comprende che gli eventi culturali che curiamo a Carrara sono strutturati su format sempre più ambiziosi. Vorremmo da una parte garantire una continuità nel tempo e dall’altra innescare un’irrefrenabile bisogno poetico, estetico, creativo”, racconta Federica Forti.

DATABASE - Museo del Marmo, Carrara 2012

Il calendario si concluderà con una serie di workshop e residenze. “Proponiamo un ibrido tra laboratorio e residenza, un esperimento in cui due artisti, che condividono il mezzo espressivo ma non le scelte stilistiche – volutamente divergenti – e i partecipanti al laboratorio da loro tenuto, elaboreranno un’opera condivisa”, prosegue la curatrice. “Quasi un suggerimento affinché l’arte cessi di essere autoreferenziale…posso anticiparvi che sarà presente anche un curatore scelto dagli artisti e, last but not least, il territorio sarà coinvolto su più livelli”.

Matteo Innocenti

Carrara // fino al 21 dicembre 2012
DATABASE
a cura di Federica Forti
MUSEO CIVICO DEL MARMO
Viale XX Settembre 84
[email protected]atabase-carrara.com
www.database-carrara.com

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Matteo Innocenti
In linea agli studi universitari in Storia dell'Arte inizia un percorso come critico e curatore. Collabora a vari progetti editoriali, in modo particolare prima ad Exibart e poi ad Artribune. E' direttore artistico di TUM, collettivo di artisti e di altre professionalità legate al mondo dell'arte, finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione espressiva. Lavora inoltre come autore e regista per una società di video produzione fiorentina.
  • Luca Grossi

    E anche questa Federica Forti potrà dire “ci sono anch’io!”, un ennesima tesserina autoreferenziale (progettino, curatelina, artistini) del grande gioco del Domino che è una “certa” arte contemporanea italiana.
    Benvenuta nel gioco! E così si riproduce il sistema in cui ogni tesserina di appoggia solo alle altre..

  • Caro Luca, il tuo commento potrebbe essere costruttivo se coraggiosamente mi scrivessi in privato e mi illuminassi sulla tua esperienza curatoriale. Sono a caccia di buoni Maestri e spero tu sia uno di questi. Detto cio’, dato il tuo commento, immagino sarai conscio del sistema dell’arte locale e della fame di curateline e progettini. Dietro c’e ‘ molto lavoro e i risultati si sono gia’ visti oggi. Autoreferenziale? Questa me la spieghi. Sul nostro sito trovi i nostri contatti. A presto. Federica. P.S. Capisco che fare qualcosa in Italia desti gelosie e infatti mettersi in mostra attraverso un progetto che costa sacrificio fatica ed impegno porta anche i suoi detrattori. Certo se invece di dire ti mettessi tu per primo in gioco, forse la sfida che tu mi lanci potrebbe essere ad armi pari. Ti aspettiamo a Carrara.

  • Alice

    Federica, in bocca al lupo per il tuo progetto!
    Sono certa, conoscendoti, che sarà un successo!
    Tesserine, conoscenze, cultura locale, domino…l’importante è far partire il gioco!
    Con l’augurio che in molti si possano divertire!

  • Angelov

    Vorrei trascrivere delle citazioni dagli appunti di uno scultore per il quale Carrara ed i suoi marmi, come per ogni altro scultore al mondo, era e rimane un punto di riferimento fondamentale: Constantin Brancusi: (Aforismi, da: Carte d’Artista; ed Abscondita 2001)
    20); La semplicità nell’arte è, in generale, una complessità risolta.
    80); La lettura-vizio e la conversazione sproloquio ostacolano la meditazione ed il sogno. La lettura come vizio, senza studio, non dovrebbe rimanere impunita.
    106); L’arte deve unire e non dividere, riempire e non scavare precipizi nei nostri poveri spiriti già stravolti dalle domande.
    Non dimenticare mai che sei un artista. Non perderti mai di coraggio. E non avere mai paura di niente: perché arriverai alla meta.

  • Luca Grossi

    Come dicono in Toscana “chi si loda, d’imbroda”…
    Comunque in bocca al lupo, ci mancherebbe!
    P.s. un “‘ ‘ ” per Marco