L’asta online come opera d’arte. Una mostra che si svolge tutta su eBay

Una mostra online che vuole essere un commento sul capitalismo nell’era digitale. Oltre 30 artisti hanno usato eBay come piattaforma sperimentale, mettendo in asta i propri lavori per una settimana

IOCOSE, Instant Protest, 2016
IOCOSE, Instant Protest, 2016

L’idea di partenza è semplice ma efficace: utilizzare una piattaforma commerciale come eBay per uno scopo non previsto, trasformandola in un luogo di sperimentazione artistica. Il progetto #exstrange, curato da Marialaura Ghidini e Rebekah Modrak, ha preso il via alla metà di gennaio e proseguirà fino alla fine di marzo, ospitando 21 artisti di diversa formazione e provenienza che “esporranno” online per 7 giorni ciascuno. Il 5 febbraio poi, si unirà all’iniziativa anche un folto gruppo di curatori ospiti, che inviteranno a loro volta nuovi artisti, portando così il numero dei partecipanti ben sopra i 30. Tra i lavori scelti, che sono stati inseriti su eBay come normali aste senza alcun avviso che certifichi la loro natura di opera d’arte (a parte il tag #exstrange, che permette peraltro a chiunque di aggiungersi alla mostra utilizzandolo), ci sono progetti di natura molto diversa.

DINAMICHE ECONOMICHE DELL’ERA DIGITALE

Da Instant Protest di IOCOSE, che consente di “affittare” dei manifestanti a ore per protestare contro una qualsiasi causa, a Human Internal Memory Storage di Tara Kelton, una pennetta usb per estendere la memoria umana, fino a Skype Portrait di Renuka Rajiv, che promette all’acquirente un ritratto eseguito live durante una videochat. Non è la prima volta che la net art si confronta con le dinamiche economiche dell’era digitale, sfruttando in maniera più o meno parassitaria piattaforme come eBay (già nel lontano 2001 Keith Obadike mise all’asta la sua “blackness”) ma anche Amazon (basti pensare al leggendario Amazon Noir del duo Alessandro Ludovico e Paolo Cirio), Kickstarter (che pullula di progetti artistici) e i mercati “neri” del darknet (il recente Random Darknet Shopper di !Mediengruppe Bitnik). In questo caso l’accento viene posto su due aspetti: il contenuto effimero e spesso surreale dei progetti e il confronto con un nuovo tipo di pubblico: un’audience inconsapevole, che si imbatte nelle opere grazie a una dinamica totalmente casuale.

Valentina Tanni

www.exstrange.com

CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.