È morto Hubert de Givenchy, maestro della moda. Le immagini di una prodigiosa carriera

Icona di stile conosciuta in tutto il mondo, Hubert de Givenchy è scomparso all’età di 91 anni. Couturier di eccezionale talento, aveva trovato in Audrey Hepburn la sua “musa ispiratrice”.

Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy a metà degli anni Ottanta
Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy a metà degli anni Ottanta

Il mondo della moda piange uno dei suoi pilastri fondanti. È stata appena battuta la notizia della morte di Hubert de Givenchy, fondatore della celeberrima casa di moda parigina che porta il suo nome.  A dare l’annuncio attraverso un comunicato è il compagno e stilista Philippe Venet: “Monsieur de Givenchy è morto nel sonno sabato 10 marzo. I suoi nipoti e figli dei suoi nipoti condividono questo dolore”. Nato nel 1927, Hubert James Marcel Taffin de Givenchy seppe imporsi nel mondo dell’haute couture a soli 27 anni, dopo aver studiato all’École des Beaux Arts di Parigi e lavorato nell’atelier della mitologica Elsa Schiaparelli. Risale al 1952, infatti, il lancio del brand che porta il suo nome; è invece del 1953 l’incontro che cambierà per sempre la carriera di de Givenchy, quello con Audrey Hepburn, giunta nel suo atelier in cerca di un abito per il ruolo in Sabrina.

GIVENCHY E IL CINEMA

Nasce così una collaborazione duratura, che vide lo stilista impegnato a realizzare le mise indossate dall’attrice in ciascuno dei propri film. Ad esempio il famoso tubino nero di Colazione da Tiffany è stato uno degli abiti più importanti della storia della moda, ed influenza il gusto ancora oggi. La Hepburn non fu l’unica “divina” ad amare le creazioni di de Givenchy: Greta Garbo, Ingrid Bergman, Marlene Dietrich e Jacqueline Kennedy sono solo alcune delle donne che più hanno apprezzato la maestria dello stilista francese. La fama del brand si è conservata intatta durante il corso dei decenni, rinnovando le sue tangenze con il mondo dell’arte e della creatività in genere.”Attualmente esistono solo quattro maison di haute couture che possono vantarsi di avere radici nel XX secolo: Chanel, Dior, Givenchy e Valentino”, scriveva Aldo Premoli nel suo articolo su queste colonne che raccontava la carriera Clare Waight Keller è una delle nuove ‒ vere ‒ stelle nel firmamento del fashion system internazionale e direttore creativo di Givenchy.

Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany
Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany

GIVENCHY E L’ARTE

Lo dimostra, inoltre, la memorabile sfilata andata in scena al Pier 26 di New York nel 2015, quando l’allora direttore creativo della casa di moda, Riccardo Tisci, fu coadiuvato nell’allestimento dello show da Marina Abramović, da anni legata alla maison francese. Nel 2014 il Thyssen-Bornemisza ha ospitato la prima antologica in Spagna dedicata allo stilista francese con una allora inedita incursione del museo nell’ambito della moda, come raccontava Federica Lonati su Artribune. La mostra esponeva circa 90 abiti, da sera e non, in uno stimolante viaggio tra moda, cinema e arti visive, ripercorrendo gli ultimi cinquant’anni della storia del nostro costume. Lo stesso Givenchy, infaticabile nonostante l’età, ha partecipato all’allestimento della mostra, supervisionando con cura il progetto realizzato con Philippe Venet ed Eloy Martinez de la Pera.

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