Design Miami: al via la tredicesima edizione. Tutte le novità in programma

Nuove tecniche di fabbricazione e artigianato artistico si dividono la scena nella tredicesima edizione della rassegna dedicata agli oggetti di design da collezione, al via il 6 dicembre con il programma Design Curio più nutrito di sempre e una serie di installazioni monumentali. Grande attesa per due coppie di fratelli, i Bouroullec e gli Starn.

Design Miami 2016
Design Miami 2016

33 gallerie contro le 31 dello scorso anno, 14 paesi di provenienza, 10 mostre dalla curatela indipendente allestite nelle wunderkammern della sezione Curio: sono tutti in crescita i numeri dell’edizione invernale di Design Miami, la fiera del design da collezione che accompagna Art Basel. Secondo le prime anticipazioni in arrivo da Miami Beach, dove la manifestazione si svolgerà dal 6 al 10 dicembre, tra gli stand la sperimentazione di nuove tecnologie come la fabbricazione a controllo numerico e l’attenzione agli aspetti più speculativi del design dovrebbero coesistere con un ritorno del legno e con la valorizzazione delle tradizioni artigianali di paesi lontani. Tra le opere da non perdere, una serie di installazioni monumentali e sculture fuori scala, e le due mostre monografiche dedicate rispettivamente ai fratelli Bouroullec dalla Galerie kreo e alla prosecuzione della serie Big Bambù di Doug e Mike Starn, enorme successo di pubblico nel 2010 con l’installazione realizzata sul tetto del Met di New York, dalla Cristina Grajales Gallery. Le presenze italiane in fiera sono soltanto due, la milanese Erastudio Apartment-Gallery, tra gli habitué della manifestazione, e la Galleria Antonella Villanova da Firenze.

Chaines by Ronan & Erwan Bouroullec, 2016, Courtesy of Michel Giesbrecht, Studio Bouroullec and Galerie kreo
Chaines by Ronan & Erwan Bouroullec, 2016, Courtesy of Michel Giesbrecht, Studio Bouroullec and Galerie kreo

UTOPIE DI IERI E DI OGGI E NUOVE TECNICHE DI FABBRICAZIONE COMPUTER-DRIVEN

Oggi come ieri, architetti e designer reagiscono ai problemi del loro tempo proponendo visioni utopiche e personali del futuro. Uno dei percorsi tematici possibili all’interno della fiera riguarda proprio l’utopia e il desiderio di creare un mondo migliore attraverso il design con esempi del passato come la Sphère d’Isolement dell’architetto francese Maurice-Claude Vidili, esposta da Maison Gerard, che già all’inizio degli anni Settanta individuava lo spazio e il silenzio come beni sempre più rari e preziosi, e del presente, dalle sculture ispirate alle fiabe nordiche dell’artista finlandese Kim Simonsson (da Jason Jacques Gallery) alla MAD Martian Dining Table di Ma Yansong dello studio MAD Architects, il cui design è basato sul profilo invertito dei rilievi di Marte (Gallery ALL). Futuristiche sono anche le tecniche di fabbricazione di alcune delle opere presentate ai collezionisti: il designer francese Mathieu Lehanneur, per esempio, si è servito della tecnologia CNC (Computer Numerical Control) e di diversi software per creare sulla superficie dei mobili della serie Ocean Memories (in esposizione da Carpenters Workshop Gallery) un pattern che riproduce i movimenti delle onde, mentre all’interno della sezione Design Curio il laboratorio di ricerca interdisciplinare Self-Assembly Lab del MIT, presentato dalla Patrick Parrish Gallery, presenta un robot in grado di creare oggetti in maniera istantanea, disegnandoli in tre dimensioni all’interno di un serbatoio di gel traslucido.

Isolation Sphere by Maurice Claude Vidili, 1972, courtesy of Maison Gerard
Isolation Sphere by Maurice Claude Vidili, 1972, courtesy of Maison Gerard

IL RITORNO DELL’“AMERICAN CRAFT” E IL RECUPERO DI ANTICHE TECNICHE ARTIGIANALI

Un altro trend, di segno opposto, riguarda il recupero delle tradizioni: quella americana della lavorazione del legno – con l’artigianato artistico di Wendell Castle, esposto da due gallerie, R & Company e Friedman Benda, e con i lavori di altri designer americani attivi nella seconda metà del Novecento presentati dalla Modern Gallery e da Todd Merrill Studio – ma anche le tradizioni artigianali di paesi come l’India, nei progetti dello Studio Mumbai dell’architetto Bijoy Jain presentati da MANIERA in una delle camere delle meraviglie della sezione Curio, o la Russia, con le lampade disegnate da Harry Nuriev, fondatore di Crosby Studios, ispirandosi alla lavorazione di alcuni manufatti del 18° e 19° secolo ritrovati durante i suoi viaggi.

Jeppestown Play Bench by David Krynauw, 2016, Courtesy of Southern Guild
Jeppestown Play Bench by David Krynauw, 2016, Courtesy of Southern Guild

SCULTURE FUORI SCALA E MOBILI PARLANTI

Ad attrarre lo sguardo dei visitatori saranno anche le installazioni, molte delle quali di grandi dimensioni, proposte dalle gallerie. La panchina/scultura Core del designer canadese di stanza a Londra Philippe Malouin (Salon 94 Design), per esempio, in cemento e di ispirazione brutalista, supera i tre metri e mezzo di altezza, mentre la Jeppestown Play Bench disegnata da David Krynauw ed esposta da Southern Guild, rivisitazione in chiave ludica di una tipica seduta sudafricana, raggiunge i tre metri di diametro. Tra le collaborazioni, è molto attesa quella tra Airbnb e Muller Van Severen che ricrea il soggiorno del duo belga di artisti-designer a beneficio dei visitatori della fiera con un’installazione che coinvolge anche l’udito, poiché sono gli oggetti stessi a raccontare sussurrando la loro storia.

– Giulia Marani

Miami // dal 6 al 10 dicembre 2017
Design Miami – 13esima edizione
Meridian Avenue & 19th Street, Miami Beach, USA
www.designmiami.com

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.