La Dia Art Foundation di New York rilancia gli spazi di Chelsea, Beacon e Soho

La non profit nata negli anni Settanta per sostenere gli artisti contemporanei sceglie di riaprire e ristrutturare i propri spazi in disuso anziché costruire sedi ex novo. Il progetto prevede un investimento pari a 78 milioni di dollari.

Dia Foundation
Dia Foundation

Gallerie, musei, fondazioni, fiere: sempre più spesso ormai si assiste da parte dei principali attori del sistema dell’arte contemporanea alla tendenza a “espandersi”, possa essere attraverso la scelta di aprire ulteriori sedi in diverse città (in altre nazioni o addirittura continenti), o facendo costruire nuovi edifici che sanciscano l’inizio di un nuovo corso storico o progettuale. Poi c’è chi, invece, decide di dare nuova linfa agli spazi già in possesso, restaurando strutture già esistenti e destinate a ospitare nuovi programmi artistici. Ed è questa la strada intrapresa dalla Dia Art Foundation, fondazione non profit con diversi siti a New York che recentemente ha svelato che nei prossimi anni lavorerà alla ristrutturazione e all’espansione delle sue sedi di Chelsea e Beacon e al rilancio degli spazi a Soho.

IL CAMBIO DI VISIONE DELLA DIREZIONE

Dia, che deve il suo nome all’omonima parola greca che significa “attraverso”, nasce nel 1974 con la missione di fornire una piattaforma per artisti per allestire mostre, progetti e installazioni ambiziosi, trascendendo i limiti che spesso impongono i musei o le gallerie più tradizionali. Attualmente la fondazione è diretta da Jessica Morgan, già curatrice della Tate di Londra e subentrata alla direzione della Dia a Philippe Vergne. Proprio Vergne, durante il suo mandato, aveva iniziato a raccogliere denaro per costruire a Chelsea un nuovo spazio per la fondazione, ma Morgan appena insidiatasi nel 2015 affermò subito che uno dei suoi obiettivi sarebbe stato quello di migliorare gli spazi già esistenti. Inoltre, Morgan ha lavorato all’ampliamento della collezione e al potenziamento del programma espositivo che include, finora, mostre monografiche di Dorothea Rockburne, Mary Corse, Rita McBride, e Robert Ry.

I NUOVI PROGETTI

I lavori di ristrutturazione e ampliamento della fondazione saranno finanziati grazie a una campagna di raccolta fondi che si stima possa arrivare a 78milioni di dollari; finora la cifra raccolta è pari a ben 60 milioni. Il progetto prevede il restauro, la ristrutturazione e l’espansione dei due principali spazi della galleria di Dia a Chelsea e Beacon; la riattivazione di uno dei suoi spazi originali a Soho; la rivitalizzazione di due installazioni di Walter De Maria, The New York Earth Room e The Broken Kilometer, di proprietà della Dia sin dagli anni ’70; e infine lo sviluppo della programmazione della fondazione, supportando le attività di tutti i suoi siti. Nello specifico, i due attuali spazi pubblici della fondazione sulla West 22nd Street a Chelsea saranno uniti una struttura di 3mila quadrati, suddivisi in spazi per la programmazione delle attività della fondazione e per il ritorno del bookstore di Dia, che un tempo era il segno distintivo della presenza dell’istituzione a Chelsea. “Sin dalla nostra fondazione, Dia si è distinta per il suo approccio incentrato sull’artista, permettendo la realizzazione di installazioni e performance complesse che altrimenti sarebbero state impossibili da montare, a causa della loro scala e durata; allo stesso modo, il nostro approccio all’architettura è stato guidato dalle necessità degli artisti e ha attinto al riutilizzo e all’attivazione degli spazi esistenti”, ha dichiarato Jessica Morgan. “Ci stiamo imbarcando in una nuova campagna pluriennale che si basa su questa eredità. Attraverso la ristrutturazione dei nostri siti chiave e la costruzione di risorse per supportare la nostra collezione, programmazione e operazioni in corso, questa campagna ci consentirà di espandere il ruolo vitale che svolgiamo nelle ecologie artistiche di New York, negli Stati Uniti, e a livello internazionale”.

– Desirée Maida

www.diaart.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.