Micro New York

Talvolta i concorsi pubblici banditi dalle amministrazioni comunali riescono a condurre verso ricerche dagli esiti fecondi o quantomeno interessanti. Succede a New York, dove all’inaugurazione della mostra “Making Room: New Models for Housing New Yorkers” – allestita al Museum of the City – sono stati premiati dal sindaco Bloomberg i vincitori del concorso AdAPT NYC.

narchitects, MY MICRO NY

Il concorso AdAPT NYC, in collaborazione con Monadnock Development e Actors Fund Housing Development Corporation, è nato dal crescente bisogno di creare appartamenti di piccolo taglio, e bandito proprio per venire incontro alla forte inadeguatezza del mercato immobiliare dei monolocali. Una recente ricerca ha infatti svelato che, su 8.4 milioni di residenti, circa 1.8 milioni sono quelli denominati “nuovi nuclei”: studenti, single, anziani, giovani coppie senza figli. Da qui l’impellente richiesta di trovare soluzioni abitative più accessibili che rispondano alle nuove esigenze – spaziali, sociali ed economiche – di questa tipologia di target (tra l’altro già largamente sperimentate in Asia, in città come Tokyo e Hong Kong).
Su 33 proposte internazionali ricevute, la giuria ha scelto di premiare l’idea dei narchitects – Eric Bunge e Mimi Hoang – col progetto MY MICRO NY, che prevede la creazione di 55 unità abitative dai 23 ai 34 mq, ottenute dall’ assemblaggio in loco di due moduli prefabbricati da dieci piani ciascuno, da posizionare su quello che è attualmente un parcheggio. Il progetto pilota partirà entro il 2015 a Manhattan tra la East 27th Street e Mount Carmel Place.
Il plusvalore che ha permesso ai narchitects di aggiudicarsi la vittoria sta nella dignità architettonica della proposta, nonostante l’irrisoria metratura dei locali: soffitti alti 3 metri, balcone e fronti vetrate a tutt’altezza, oltre all’utilizzo di materiali naturali per gli interni. In un esperimento che affonda le sue radici nell’Unité d’Habitation di Le Corbusier, i progettisti prevedono anche ampi spazi comuni e aree condivise, in quella che può essere considerata la sintesi contemporanea tra il condominio e il co-housing, con tetto giardino, palestra, un bar, sale polifunzionali, lavanderia, uno spazio deposito, bike room. Per affitti – a detta dei newyorchesi – assolutamente equi: 940 dollari al mese.

www.narchitects.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #15

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.