A New York in pantofole

Ci si diverte parecchio a leggere Goditi il problema di Sebastiano Mauri, e lo si intuisce già dal sottotitolo – La commedia indiavolata di un single seriale a una passo dalla monogamia – e dalla copertina orchestrata dall’art director Francesca Leoneschi e dal graphic designer Andrea Cavallini.

Sebastiano Mauri - Goditi il problema

La scena che domina Goditi il problema di Sebastiano Mauri è quella newyorchese, con tutte le fisime e i vizietti dei mondi dell’arte e del cinema. Martino, il protagonista del romanzo, è palesemente ricalcato sulla figura dello stesso Mauri. Che ha vissuto nella Grande Mela, che ha vinto premi importanti coi suoi cortometraggi (Warner Brothers Award, Martin Scorsese Post-Production Award), che infine è un artista visivo piuttosto noto, con alle spalle personali in gallerie di Milano e Napoli, Buenos Aires e Rosario, Roma e New York.
Proprio questa autobiograficità ammanta però il libro, per i lettori che ne sono a conoscenza, di una certa drammaticità. Perché insomma, le descrizioni di famiglia e amici sono di quelle che fanno ben sorridere, ma sapendo che il soggetto del ritratto potresti essere tu, allora c’è da irrigidirsi. E poi qui Mauri fa outing, racconta le sue prime esperienze omosessuali, che in Italia non è mica una cosa così semplice da gestire, anche se si proviene da un ambiente dalle ampie vedute (un ricordo del Martino in età prescolare: “Non volevo essere chiamato invertito, mi dava l’impressione di essere a testa in giù. E poi avevo visto il disgusto negli occhi delle vecchine, la rabbia in quelli di mia zia e la tristezza in quelli di Lina. Già sospettavo ci fosse qualcosa di sbagliato in me, ma non credevo potesse causare emozioni così forti negli altri”).

Sebastiano Mauri

Detto tutto questo, il lettore può bellamente far finta di nulla e godersi le scenette, adattissime a esser trasposte su pellicola. Sin da quella iniziale, con Martino che si sveglia intontito, ai lati una coppia non proprio adonica, e fugge dalla villetta indossando un paio di strofinacci e pantofole a forma di coniglio.

Marco Enrico Giacomelli

Sebastiano Mauri – Goditi il problema
Rizzoli, Milano 2012
Pagg. 306, € 17
ISBN 9788817058919
rizzoli.rcslibri.corriere.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #10

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.