Vulcano Produzioni: la storia, tra cinema e arte

Casa di produzione sì, ma a sostegno degli artisti. Giovanni Marta racconta Vulcano Produzioni. La storia, il lavoro, i professionisti hanno il sapore del cinema. Ma il core è l’arte contemporanea. Da Regina José Galindo a Driant Zeneli. Ecco come nasce un video d’arte.

Braccia rubate all'informatica. Foto Nico Covre

Come nasce Vulcano? E l’esigenza di una casa di produzione a sostegno degli artisti?
Vulcano nasce dalla passione per l’arte contemporanea condivisa da persone che lavorano nel mondo aziendale, e che hanno saputo trasformare questa passione in un progetto esplosivo. La scintilla è stata il programma di residenza RAVE, di cui Vulcano ha sostenuto la nascita e che ci ha permesso di lavorare con artisti di respiro internazionale come Adrian Paci, Ivan Moudov e Regina José Galindo, con i quali abbiamo intrapreso un percorso progettuale che ha portato in seguito a nuove produzioni.
L’obiettivo di Vulcano è quello di sostenere la produzione artistica mettendo a disposizione un approccio strutturato e la nostra esperienza manageriale, innescando così processi di contaminazione reciproca tra il mondo dell’arte e quello aziendale. Ciò si traduce nel supporto alla realizzazione di opere legate principalmente alla produzione video e digitale, ma anche di fotografie, installazioni, mostre e pubblicazioni.

Chi sono le anime di Vulcano?
Vulcano è composto da un gruppo di professionisti provenienti dal mondo aziendale affiancati da figure e professionalità appartenenti al mondo dell’arte contemporanea. Persone con provenienze diverse, ma accomunate dalla passione per l’arte, che operano insieme in uno scambio reciproco di competenze ed esperienze, cercando nuove soluzioni e contaminazioni per la realizzazione di progetti innovativi. Le anime di Vulcano sono quindi molteplici, ma sicuramente è imprescindibile il ruolo dell’artista, che è il cuore del nostro modello progettuale.

Driant Zeneli. Foto Nico Covre
Driant Zeneli. Foto Nico Covre

Come lavorate a supporto degli artisti? Come realizzate le scene più complesse? Ad esempio nel lavoro di Driant Zeneli When dreams become necessity l’artista è impegnato in un volo reale e uno metafisico. Come procedete in fase di progettazione e produzione?
Nel caso specifico di When dreams become necessity l’artista ci ha proposto la sua idea e l’abbiamo condivisa fin da subito: la necessità di superare il limite e andare oltre l’utopia fa parte del nostro quotidiano. Abbiamo partecipato alla progettazione in sinergia con l’artista, individuando i giusti partner, mettendo a disposizione le risorse per poter realizzare il video, accompagnando Driant Zeneli in location per tutta la produzione dell’opera. In generale Vulcano partecipa attivamente e affianca l’artista in tutte le fasi di produzione, dalla progettazione alla preparazione, dalla realizzazione alla presentazione pubblica dei progetti.

Che tipo di sostenibilità ha il vostro progetto? E quale mercato?
Le produzioni vengono sostenute grazie all’attivazione di partnership mirate con aziende interessate ai nostri progetti e che condividono appieno la nostra missione. Questo modello rende possibile la produzione artistica e allo stesso tempo permette di declinare i conentenuti dell’arte in maniera non convenzionale trasformandoli in forme di comunicazione innovativa e in conoscenze volte migliorare le performance del management e i processi d’impresa.

Braccia rubate all'informatica. Foto Nico Covre
Braccia rubate all’informatica. Foto Nico Covre

Quale è il vostro prossimo progetto?
Dal punto di vista della produzione stiamo sviluppando progetti con alcuni degli artisti che hanno creduto in Vulcano fin dalla sua nascita, e in cui Vulcano crede, come Isabella Pers, Tiziana Pers, Driant Zeneli e Matteo Attruia.  Stiamo inoltre sviluppando progetti di comunicazione innovativa e di marketing digitale legati alle collaborazioni consolidate che portiamo avanti con maggiore continuità, quali RAVE Residency e il PAC di Milano, con cui recentemente abbiamo rinnovato la partnership fino al 2016.

Cosa distingue il vostro lavoro dal cinema?
La riflessione sul rapporto tra arte contemporanea e cinema è un tema molto attuale, affrontato anche dalla collettiva GLITCH, tuttora in mostra ora al PAC di Milano. Possiamo svelare in anteprima che è ora in corso la produzione della prima opera filmica interamente prodotta da Vulcano, che ci tiene impegnati da più di un anno e che verrà ufficialmente lanciata nel 2015. Il film, girato nei maggiori palcoscenici con i più importanti interpreti della scena contemporanea, svelerà uno spaccato sulla vita di uno degli artisti italiani più famosi al mondo. Per il momento non possiamo dirvi di più, non resta che aspettare che si apra il sipario…

Santa Nastro

www.produzionivulcano.com

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.