Campania felix. Proposte per un weekend partenopeo

Vi evitiamo la solita solfa sui problemi di Napoli e vi raccontiamo una capitale della cultura e dell’arte. Napoli e dintorni, come si chiamava anche un foglio edito dalla famosa galleria di Lucio Amelio, dalla quale molto è nato, vi si presenterà in tutta la sua bellezza. E in tutte le sue opportunità.

Andy Warhol e Joseph Beuys

La Campania, per la sua fecondità detta Felice, fu con maggior lode chiamata Felice, &  Amena. Era l’amenità propria della riviera del suo mare: la fecondità de’ suoi campi fra terra”. Così lo scrittore Camillo Pellegrino, vissuto nel Seicento, raccontava la terra che visiteremo in questo percorso. Ma il nostro girovagare non vi porterà in riva al mare, se non per caso, bensì a spasso tra mostre e monumenti.
La stagione autunnale si è prospettata più che florida con appuntamenti, eventi ed esposizioni che (ri)fanno di Napoli un importante avamposto culturale. Prima tappa, quindi, al Museo Nitsch, voluto dalla Fondazione Morra per celebrare il grande artista austriaco. Fino al 28 febbraio ospita una grande mostra, proprio a lui dedicata, che racconta l’Azionismo Pittorico tra eccesso e sensibilità, con circa settanta opere provenienti dal Nitsch Museum di Mistelbach e sottolineando il legame con l’Orgien Mysterien Theater (1957), in un percorso espositivo a cura di Michael Karrer. Sempre a Napoli, il Museo Madre, in collaborazione con il Dipartimento di Ricerca propone il terzo slot, a cura di Eugenio Viola e Alessandro Rabottini, del progetto Per_formare una collezione. Con artisti come Lawrence Carrol, Francis Alÿs – che al museo ha già fatto un figurone con il solo show durato tutta l’estate –, Mimmo Paladino, Mario Schifano, tra gli altri, l’appuntamento indaga nei meandri il corpus del Madre, ma più in generale, allargando lo sguardo, il tema della costruzione di una collezione.

Andy Warhol e Joseph Beuys
Andy Warhol e Joseph Beuys

Fino al 1° dicembre, a cura di Antonello Tolve e Stefania Zuliani, la Fondazione Filiberto Menna di Salerno propone un racconto personale su Tomaso Binga, alias Bianca Pucciarelli Menna, poetessa, scrittrice, pittrice e molto altro, che assunse uno pseudonimo maschile per esprimere il proprio dissenso nei confronti di una società dominata dall’uomo. Per gli involontari di guerra propone un intervento caustico e allo stesso tempo evocativo su un tema infelicemente attuale, in stretto dialogo con uno dei monumenti più interessanti della città. La mostra dà infatti l’opportunità di visitare il Museo dello Sbarco e Salerno Capitale, che ricorda i fatti del 1943-44 (lo sbarco alleato a Salerno, Salerno capitale provvisoria, il campo di concentramento ebreo di Campagna, le Quattro Giornate di Napoli, tra gli altri) nell’ambito di un progetto più vasto dell’Associazione Parco della Memoria della Campania.
Gita a Sorrento, tra i luoghi iconici della regione, e pernottamento all’Art Hotel Gran Paradiso. Ogni camera dà l’opportunità di scoprire un artista contemporaneo, grazie a interventi site specific ed opere disseminate in ogni dove, per una vera notte ad arte. Maestri come Gianfranco Baruchello, Joseph Beuys, Ed Ruscha, Alighiero Boetti, Gilberto Zorio vi accoglieranno insieme ad artisti come Stefano Arienti, Loris Cecchini, Nicola Gobetto, Claudio Parmiggiani.

Tomaso Binga
Tomaso Binga

Per la cena torniamo a Napoli in zona universitaria, sulle Rampe di San Giovanni, dove alla Taverna dell’Arte Manlio D’Anna si impegna a mantenere in vita la tradizione, le antiche ricette spesso dimenticate di una grande cucina popolare. La cucina povera è il tema anche de La Casa di Ninetta, a pochi passi da Palazzo Reale, nota per l’arredo caldo e l’atmosfera familiare, o la Campagnola in via dei Tribunali, dove Andy Warhol e Joseph Beuys negli Anni Ottanta desinavano insieme e si conoscevano, probabilmente a colpi di ragù o di salsiccia e friarielli.
E sempre in città, quest’anno location del Forum delle Culture, potrete fino a gennaio partecipare a uno dei molti appuntamenti in calendario, centinaia tra centro e periferie, sotto i macrotemi di “condizioni per la pace”, “sviluppo sostenibile”, “conoscenza”, “diversità culturale”, “mare”.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #22

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.