Il giardino incantato tra Frieze e Frieze Masters

Aspettando l’apertura ufficiale di una delle fiere d’arte più attese e conosciute al mondo, ci siamo addentrati nello Sculpture Park che ospita un esposizione temporanea di sculture. Dove si viene proiettati in uno dei fantastici mondi di Alice nel paese delle meraviglie.

Frieze Sculpture Park - Gabriele De Santis

Da due anni Frieze propone nell’English Garden una rassegna di sculture all’aria aperta, ad accesso libero. L’idea di riappropriarsi della parte più curata del parco e di ospitarci una mostra temporanea ha un effetto brillante e fiabesco. Artisti del calibro di Martin Creed, Reza Aramesh, Matt Johnason, Fausto Melotti, Michael Craig-Martin, George Condo, KAWS, Franz West, Ursula von Rydingsvard, Gabriele De Santis, Kristen Oppenheim, Richard Nonas, Seung-taek Lee, Yayoi Kusama, Not Vidal, Thomas Schütte e Jaume Plensa si sono impossessati di questa sezione del parco, reinterpretandone il significato.
Tra piante secolari, cespugli intagliati e fiori autunnali, le opere d’arte trovano una sistemazione che concede una superficie più consona per la loro interpretazione. Sembra ritagliata da una di quelle favole che leggevamo da piccoli, con sculture di diversa statura, manifattura e colore, ma che non sono per nulla fuori luogo. Anzi, cosi facendo, gli artisti riconquistano lo spazio che circonda l’opera d’arte, mettendo in discussione gli stereotipi e i meccanismi che sono alla base di queste esposizioni collettive rinchiuse dentro quattro mura.

Frieze Sculpture Park - Franz West
Frieze Sculpture Park – Franz West

Lo Sculpture Park, parte di Frieze, mette in discussione la prominente attitudine di considerare l’arte contemporanea come bene di valuta e non come espressione di valori. In questo senso, trasmette un significato senz’altro diverso della fiera stessa.

Daniela Amolini

http://www.frieze.com/

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Daniela Amolini
Nel 2011 si sposta da Brescia a Londra per studiare il Master Integrato in Critica della Moda e dell’Arte all’University of the Arts. Nonostante gli studi, collabora attivamente per gli italiani Frizzifrizzi e Vogue e i britannici Rough Magazine e Lomography. La sua creatività e voglia di sperimentare e mettersi in gioco trova nei musei e nelle esposizioni artistiche un perfetto campo di lavoro: dal 2012 collabora con la Brick Lane Gallery come curatrice. Il suo pallino fisso è la relazione tra fine art e moda.