Scatti infiniti. A Reggio Emilia è tempo di Fotografia Europea

Per il nono anno consecutivo sono in arrivo le giornate inaugurali di “Fotografia Europea”. Reggio Emilia sarà protagonista di uno dei festival fotografici più importanti. E si animerà di mostre, eventi, workshop e concerti dislocati per tutta la città: sono infatti 265 i progetti del circuito Off. Tutto sotto una sola insegna: “Vedere. Uno sguardo infinito”.

Luigi Ghirri - Alpe di Siusi, 1979 da “Topografia-Iconografia” (1980-81) Courtesy Istituto Nazionale per la Grafica, Roma

Prima tappa: Pensare per immagini. Immenso e sconfinato lo sguardo di Luigi Ghirri, vera star del panorama fotografico di Reggio Emilia fin dai suoi celebri lavori degli Anni Ottanta, e ora oggetto di cura, tutela e valorizzazione da parte delle maggiori istituzioni culturali della città. Mai completamente assente dalle precedenti edizioni di Fotografia Europea, quest’anno a lui si dedica un’ampia retrospettiva di trecento opere (fotografie, ovviamente, ma anche menabò, libri, cartoline, copertine di dischi, riviste) suddivise nelle sezioni Icone, Paesaggi e Architetture, allestita presso i suggestivi Chiostri di San Pietro.
E poi tutto il resto, e non è poco. Elio Grazioli cura Senza meta. Il libro come pensiero fotografico, proponendo sessanta volumi d’autore in cui fotografi come Wolfgang Tillmans e Juergen Teller, Annelies Štrba e Ola Rindal, Joan Fontcuberta e Armin Linke, Mark Borthwick e Cristina de Middel ripropongono l’idea del libro come luogo ideale di deposito del pensiero fotografico; non semplici cataloghi quindi, ma collezioni di immagini che dialogano tra loro costituendo nuove sinapsi. Sempre al libro si riferisce Divine Violence di Adam Broomberg & Oliver Chanarin (a cura di Walter Guadagnini): partendo dalla Bibbia, i due artisti conducono una riflessione sul tema del conflitto, della violenza, e del ruolo delle fotografie nella rappresentazione visiva della guerra.

Luigi Ghirri - Alpe di Siusi, 1979 da “Topografia-Iconografia” (1980-81) Courtesy Istituto Nazionale per la Grafica, Roma
Luigi Ghirri – Alpe di Siusi, 1979 da “Topografia-Iconografia” (1980-81) Courtesy Istituto Nazionale per la Grafica, Roma

Ampio spazio – come merita il tema del “vedere” – è dato al Surrealismo, protagonista di un’intera macrosezione allestita presso Palazzo Casotti e composta da un lato da un’indagine retrospettiva del mondo della fotografia di inizio XX secolo (Illusionismo Surreale. Fantasie fotografiche del primo Novecento in Europa), dove le antiche tecniche di stampa enfatizzano immagini che raccontano di fantasie impossibili, sogni misteriosi e dive glamour, e dall’altro da un omaggio a Sarah Moon. Di quest’ultima fotografa, creatrice di un universo originale fatto di grazia, immaginazione e poesia, si espongono due serie, Alchimies e Journal de Voyage, progetto realizzato appositamente per Fotografia Europea e centrato sulle collezioni dei Musei Civici di Reggio Emilia, dove lo sguardo si posa sull’evanescenza della bellezza, l’incerto e lo scorrere del tempo.

Silvia Camporesi, Planasia #3 (scuola), Isola di Pianosa, 2014 - Courtesy Silvia Camporesi
Silvia Camporesi, Planasia #3 (scuola), Isola di Pianosa, 2014 – Courtesy Silvia Camporesi

Tra gli italiani si segnalano Silvia Camporesi, con il suo reportage su Pianosa, isola dell’arcipelago toscano utilizzata come colonia penale nel 1856 e restituita al dominio della natura dopo la chiusura del carcere nel 2011; e poi Paolo Simonazzi, con le sue “eccentricità padane” e Andrea Ferrari con il gioco degli sguardi degli animali e con le tonalità rosate delle sue stampe.
Impossibile, quando si parla di fotografia, non pensare anche alle grandi agenzie che hanno contribuito a fare la storia di quell’arte. Magnum, per esempio, che quest’anno propone un’inedita retrospettiva dedicata a Herbert List (The Magical in Passing), oltre a curare una serie di incontri, proiezioni e workshop.
Ma Fotografia Europea, da sempre, non è solo “big”. Ai giovani fotografi reggiani è infatti riservata la sezione Speciale Diciottoventicinque e per quest’anno il tema è Vedere le cose perdute; al contempo si rinnova il progetto Giovane Fotografia Italiana #03, curato da Daniele De Luigi in collaborazione con GAI – Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani e Circulation(s) Festival de la Jeune Photographie Européenne al Teatro Valli.

Marta Santacatterina

Reggio Emilia // fino al 15 giugno 2014
Fotografia Europea 2013. Cambiare. Fotografia e responsabilità
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