Pinot Gallizio profeta in patria. Un crowdfunding ad Alba

Nato e morto ad Alba, Pinot Gallizio viene finalmente celebrato nella sua città. Ma non soltanto con una mostra. L’obiettivo è raccogliere 22mila euro per l’acquisizione definitiva del “Lichene Spregiudicato”.

Pinot Gallizio, Lichene spregiudicato, 1961, tecnica mista

A cinquant’anni dalla scomparsa di Pinot Gallizio (Alba, 1902-1964), una mostra personale di dodici opere è allestita per aiutare il Comune ad acquisire uno dei quadri del suo periodo più fiorente, Lichene Spregiudicato (1969): una pianta idealizzata, allo stesso tempo squadrata e dinamica, che lascia l’humus della terra per addentrarsi nella limpidezza di un cielo azzurro senza contorno. Non meno spregiudicato del suo lichene, l’artista – farmacista demiurgo, chimico giocherellone, politico e intellettuale buongustaio piemontese – è colui che, insieme a Enrico Baj e al danese Asger Jorn (gruppo CoBrA), sostenuto per un periodo dal filosofo francese fondatore del Situazionismo,  Guy Debord, ha portato una fioritura nell’arte italiana del dopoguerra, annoverandosi tra i più grandi interpreti della crisi della pittura di quegli anni con una brillante e audace proposta di superamento dell’Informale, in un panorama contemporaneo a quello di Fontana e Manzoni.

Pinot Gallizio, L'insolito dalla luce verde, 1962, olio su tela
Pinot Gallizio, L’insolito dalla luce verde, 1962, olio su tela

L’opera di Gallizio, inventore della pittura industriale e protagonista del movimento politico-artistico Internazionale Situazionista, si distingue per la sua inesauribile energia e matericità, in un gioco di geometrie gettate nello spazio e tonalità tenui alternate a campiture aggressive e infuocate. Arte come gioco: manifestazione di un animo puro e infantile mosso dalla saggezza e dalla curiosità insaziabile di uno scienziato.
La mostra Esercizi di Psicogeometria al Palazzo Banca di Alba, con l’apporto e la curatela di Martina Corgnati, nasce dunque con il pretesto di riportare in patria una figura indelebile nel panorama albese e chiede una partecipazione a tutti coloro che, anche solo con una cifra simbolica, vogliono aiutare il Comune a ottenere la somma necessaria, per ora non ancora raggiunta, di 22mila euro, per l’acquisizione definitiva dell’opera il Lichene Spregiudicato. Infatti il dipinto, appeso nell’ingresso del palazzo del Comune dal 1992, apparteneva in realtà a una fondazione, la Fondazione Ferrero, che una volta fallita era in procinto di metterlo all’asta. Fortunatamente in tempi utili, però, è stata data al Comune la possibilità, dopo anni di comodato d’uso, di fare proprio il quadro in questione, per suggellare il rapporto fra lo storico artista e la sua città natale: un ottimo pretesto per la raccolta e l’esposizione di altre undici opere mai proposte tutte insieme prima d’ora, provenienti da diverse collezioni private.

Pinot Gallizio, La luce proibita, 1961, olio su tela
Pinot Gallizio, La luce proibita, 1961, olio su tela

Un’iniziativa culturale mirata a non dimenticare, un progetto avventuroso volto alla celebrazione di un mondo talvolta poco conosciuto in cui vale sicuramente la pena di addentrarsi per acquisire ancora un tassello della storia della pittura italiana, a cui Pinot Gallizio ha dato una svolta fondamentale.

Clara Rosenberg

Alba // fino al 9 febbraio 2014
Pinot Gallizio – Esercizi di psico-geometria
a cura di Martina Corgnati
PALAZZO BANCA D’ALBA
Via Cavour 4
0173 292248
[email protected]

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Clara Rosenberg
Clara Sofia Rosenberg (Torino, 1990). Nel 2013/2014 studentessa all’ultimo anno della specialistica all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, si orienta verso la critica d’arte creando e sperimentando il blog CONUNDRUM, oltre a recensire alcune esposizioni di gallerie d’arte e musei torinesi. Laureatasi alla triennale con una tesi su Mike Kelley e la psicoanalisi, la sua indagine si sofferma su un’arte che guarda al rapporto tra inconscio e società con un interesse specifico verso opere plastiche e installazioni. Parallelamente all’approccio teorico, porta avanti una ricerca artistica producendo opere in polistirolo, paraffina e materiale organico affrontando le questioni del corpo, della relazione familiare, della cultura ebraica e del disagio del soggetto. Prima dell’Accademia di Belle Arti ha frequentato il liceo classico e la scuola ebraica di Torino.
  • jonny

    Ma scusate tirate su una mostra, chiedete dei soldi al sempre solo cittadino per pagare i debiti di una fondazione fallita?
    Resto basito.