I Magnifici 9 New York. Banksy, il vandalo vandalizzato

Dal primo ottobre, la Factory Banksy è protagonista di una performance al giorno a New York. Il destino delle proprie opere sembra essere soprattutto uno: conquistare l’attenzione mondiale prima, essere vandalizzate poi.

Banksy, The street is in play - prima

 

The street is in play. Cancellato e parzialmente rubato.
È il primo pezzo che Banksy ha realizzato questo ottobre a New York, esattamente a Chinatown, tra Allen e Canal Street. Il lavoro è stato cancellato e ha subito diversi tag da parte di altri writer metropolitani. Mentre ci si chiede se la manovra sia spontanea o manovrata dalla mano invisibile banksyana, il cartello “Graffiti is a crime” è sparito.

 

Banksy, Westside - prima
Banksy, Westside – prima

Westside. Danneggiato da un’esplosione di colori.
Il secondo pezzo dell’artista creato sulla 25th Street tra la 10th e l’11th avenue ha subito drastiche trasformazioni. L’originario messaggio era la scritta in bianco THIS IS MY NEW YORK ACCENT… normally I write like this. Mani ignote hanno circondato il messaggio con toni colorati e aggressivi.

 

Banksy, Dirty Underwear. The Musical - prima
Banksy, Dirty Underwear. The Musical – prima

Biancheria sporca. The Musical” Lavato via.
Al quarto giorno di Art Residency in New York, Banksy interviene a Bushwick con tre lavori di un’unica serie dedicata a Broadway. Nessuno di loro ha lunga vita. Il suddetto lavoro è stato fatto lavare dal proprietario della parete in questione.

 

Banksy, Occupy! The Musical - prima
Banksy, Occupy! The Musical – prima

Occupy! The Musical. Completamente andato.
Anche quest’opera della solita serie Broadway non ha avuto un destino fortunato. Creato a Brooklyn tra Melrose e Stanwix Street, il lavoro è stato ridipinto, lasciando dell’originale solo i contorni sbiaditi.

 

Banksy, Brooklyn - prima
Banksy, Brooklyn – prima

Brooklyn. Distrutto.
Poche ore dopo che Banksy ha messo questo palloncino a forma di cuore sulla parete a Red Hook, sono arrivati diversi interventi dei writer locali. Il risultato è una triste ma vera realtà: al cuore nato spezzato si sono aggiunte subito nuove cicatrici.

 

Banksy, Greenpoint - prima
Banksy, Greenpoint – prima

Greenpoint. Messo giù dopo poche ore.
L’ottava performance è stata dipingere una falsa citazione di Platone su una porta blu di Greenpoint. Poche ore dopo, il padrone di casa ha coperto l’intervento con un pezzo di metallo. Quindi ha rimosso la porta (così da poter vendere l’opera a qualche museo o collezionista?). Nel frattempo, qualche porta accanto è emersa la seguente scritta: “Faresti meglio a smettere di scattare foto e trovarti un lavoro. – Playdo

 

Banksy, Lower East Side - prima
Banksy, Lower East Side – prima

Lower East Side. Smontato.
Banksy non si è limitato a marciapiedi e muri. Il pezzo che ha realizzato in Ludlow Street, nel Lower East Side, si sviluppa su una parete e comprende un’auto nelle vicinanze. Come @Samsheffer ha riportato su Twitter, razziatori hanno poi preso la porta posteriore sinistra e lo specchietto anteriore sinistro.

 

Banksy, East New York - prima
Banksy, East New York – prima

East New York. Vittima del pizzo.
Insolito destino per il lavoro creato nell’East New York, uno dei quartieri con il più alto tasso di criminalità della città. L’opera è stata “scoperta” da alcuni imprenditori locali che hanno bloccato la strada e cominciato a chiedere venti dollari per chiunque fosse interessato a passare di lì.

 

Banksy, Tribeca - prima
Banksy, Tribeca – prima

Tribeca. Pisciato da un cane.
Apparentemente, Banksy non riesce a evitare i cliché. Arrivato al 15esimo giorno della sua Residency nella Grande Mela, ha creato un piccolo lavoro come tributo all’attentato dell’11 settembre 2001. Per rendere la performance più interessante ha organizzato lo show di un cane pronto a fare la pipì sull’opera davanti a un mucchio di attori/fotografi.

Ruqing Pan Bliss

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Ruqing Pan Bliss
Giornalista plurilingue (cinese, inglese, italiano), critica di arte contemporanea e New Media Strategist. Grazie a un percorso educativo che le ha permesso di vivere e studiare in Cina, Italia e Stati Uniti, ha sviluppato la sua carriera di giornalista e le sue competenze da scrittrice a New York, città dove si sente a casa da sempre.